Il Corriere della sera pubblica un articolo sullo scrittore portoghese Josè Saramago dal titolo “Josè fu umanista, non comunista”, e Maurizio Acerbo, segretario di Rifondazione comunista e coordinatore di Unione Popolare, sobbalza sulla poltrona e decide di scrivere al direttore del quotidiano di via Solferino.
Lettera aperta al direttore del Corriere della Sera: Saramago scambiato per Veltroni?
Caro direttore,
Oggi sul suo giornale scopro che secondo la moglie Saramago non era comunista. Almeno questo è il titolo: “Josè fu umanista, non comunista”.
Il titolo così apodittico mi ha lasciato di stucco non avendo mai letto dichiarazioni in tal senso dello scrittore Premio Nobel di cui ricorre oggi il centenario.
Sicuri di non aver forzato le parole dell’intervistata?
Da quel che mi risulta Saramago rivendicò il suo essere comunista anche quando ricevette il Premio Nobel e non mancò di assumere posizioni pubbliche fino all’ultimo.
E non a caso il PCP – Partido Comunista Português lo ricorda oggi nel centenario e “celebra il militante comunista che nel suo Partito, il Partito Comunista Portoghese, insieme alla sua intensa attività di creazione letteraria, ha combattuto importanti battaglie politiche ed elettorali”
Che l’opera di Saramago abbia un valore universale e che a motivarlo fossero valori umanistici non inficia il suo comunismo. Senza dilungarmi in approfondimenti teorici segnalo che per Karl Marx il comunismo è “umanesimo giunto al suo compimento”.
Negli ultimi anni Saramago si definì comunista libertario per chiarire che il suo comunismo non si identificava con le forme autoritarie del cosiddetto “socialismo reale“. Ma su questo era in perfetta sintonia con tante comuniste e comunisti, tra cui noi di Rifondazione.
Non vorrei che sia stato scambiato Saramago per il collaboratore del Corriere Veltroni. Non mi risulta però che lo scrittore abbia mai dichiarato di non essere mai stato comunista o di aver smesso di esserlo.
Consiglierei un approfondimento e una rettifica.
So che sul Corriere scrivono fior di anticomunisti e ne rispetto le opinioni che paiono ispirare il ministro Valditara, ma eviterei di riscrivere la storia.
Liberi di pensare che il comunismo sia un’idea criminale, come ha scritto Cazzullo riecheggiando il Libro Nero del comunismo caro a Berlusconi.
Però non vorrei che questo anticomunismo obnubilasse al punto da distorcere la verità storica.
Saluti comunisti e libertari.

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