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giovedì 29 Luglio 2021
AgoràWalter Veltroni: vi spiego perchè non sono andato in Africa

Walter Veltroni: vi spiego perchè non sono andato in Africa

Interviste non autorizzate, la rubrica degli incontri con le grandi personalità italiane tra domande scomode e verità supposte. Oggi con noi Walter Veltroni, politico, giornalista, scrittore e regista italiano.

Interviste non autorizzate: Walter Veltroni

Walter Veltroni, ex sindaco di Roma per due mandati, vicepresidente del Consiglio e Ministro per i beni culturali e ambientali del governo Prodi I e segretario dei Democratici di Sinistra dall’ottobre 1998 all’aprile 2001, primo segretario politico nazionale del nascente Partito Democratico.

D: Buon giorno, onorevole. Cominciamo subito. Cos’è per lei la politica?

R: Amore, soprattutto. Tenerezza, dolcezza, coccole. Tante coccole. E poi lotta contro la malvagità, la cattiveria, il lato oscuro. Odiare l’odio, combattere contro la guerra. Perché come dice maestro Yoda, che io considero un po’ il mio maitre a penser, guerra non fa nessuno grande. Ecco, la politica dovrebbe ripartire da questo. Dalla fede nel lato chiaro della Forza.

D: A proposito di fede, da romano e ex sindaco della capitale, che opinione ha di Papa Francesco?

R: Una straordinaria personalità, senza alcun dubbio. Coraggioso, innovatore, grande comunicatore. Forse, e sottolineo forse, un po’ troppo a sinistra, per i miei gusti…

D: Insomma, non lo condivide?

R: Per carità! Non mi metta in bocca parole che non ho detto. Lo sa che gli ho addirittura offerto un ruolo nel mio prossimo film? Si intitolerà: Il bene vince sul male grazie alla straordinaria forza dell’amore. Lui avrebbe dovuto interpretare la parte di un curato di campagna dal cuor d’oro, a cui capitano infinite sciagure, ma fino all’ultimo, quando un brutto male sta per portarlo via, conserva intatta la sua straordinaria bontà.

D: Perché avrebbe dovuto? Ha rifiutato?

R: Ho sottoposto il progetto alla segreteria pontificia. Le faremo sapere, hanno detto. Poi non si son fatti più sentire, mah!

D: C’è rimasto male?

R: So bene che anche il Santo Padre c’ha i suoi impegni, ma buttar via una simile opportunità… potevo capire, se il regista era un pinco pallino qualunque. Ma quando ti chiama uno dei più grandi maestri della cinematografia italiana…

Walter Veltroni: vi spiego perchè non sono andato in Africa

D: Vabbè, passiamo ad altro. Ci spiega questo fatto dell’Africa? Non aveva detto che, abbandonata la politica, si sarebbe trasferito lì, per aiutare?

R: Mi creda, io c’ho anche provato. Solo che, una sera, mentre eravamo tutti intorno al falò, a un tiro di schioppo dalle cascate Vittoria, il capo del villaggio mi mette una mano sulla spalla e mi dice: senti Uolter… lo scavo dei pozzi, i programmi di sviluppo… tutto bellissimo, ma lo sai che cosa ci aiuterebbe davvero? Un bel romanzo di formazione. Perché non torni in Italia e lo scrivi?

D: E infatti lei l’ha scritto. Come sono andate le vendite?

R: Benissimo. A casa mia l’hanno comprato tutti. Se tanto mi dà tanto…

D: Capisco… comunque, una volta pubblicato il romanzo, è rimasto qua. A quanto pare, non soffre del cosiddetto mal d’Africa…

R: Ce l’ho! Perdinci se ce l’ho! Il problema è che quando sto qui c’ho il mal d’Africa e quando sto là mi viene il mal dei Parioli. Insomma è tutto un andare avanti e indietro. E poi, come se non bastasse, certe notti, mentre me ne stavo lì, sveglio, a fissare le nevi del Kilimangiaro, beh… sono arrivato a un passo dallo scrivere poesie.

D: Embè?

R: Per carità, mi massacrerebbero! Già sono a mala pena tollerato per le mie straordinarie capacità artistiche e letterarie. I film, i romanzi… Metta che io scriva una silloge da Nobel, roba da oscurare Quasimodo e Montale… Sa, a sinistra straparlano tutti di cultura…cultura, ma poi è tutta gente da pasta e fagioli, non so se mi spiego.

D: C’è parecchia invidia, insomma.

R: Invidia, cattiveria, malvagità. A cui io rispondo sempre e comunque con bontà e amore.

Walter Veltroni: vi spiego perchè non sono andato in Africa

D: E quindi, se non si trasferisce in Africa, cosa farà?

R: Dopo aver dato tanto alle lettere, vorrei dare anche al cinema. Mi piacerebbe girare un kolossal sull’antica Roma. Stile Ben Hur. Però lo reputo quasi impossibile.

D: Come mai?

R: Non si trovano più attori glabri. Tutti con quegli orribili pelacci sul petto. Un Ben Hur così, sarebbe terribilmente volgare. Mi toccherà girare uno dei miei soliti, moderni capolavori. Potrei intitolarlo Il cielo sopra Fiumicino. Protagonista un angelo, che porta l’amore nel mondo degli uomini.

D: Siamo quasi alla fine della nostra intervista. C’è qualcosa che possiamo imparare dalla pandemia?

R: La pandemia ci ha insegnato che dobbiamo essere buoni. Riempire d’amore il mondo.

D: In ultimo, la tradizionale domanda che facciamo a tutti gli intervistati. Cosa possiamo dire ai giovani?

R: Ai giovani diciamo che devono fare i bravi. Obbedire a papà e mamma, fare i compiti e lavarsi i denti, ogni sera, dopo cena. Se faranno tutto questo, il mondo diventerà un posto bellissimo.

Walter Veltroni: vi spiego perchè non sono andato in Africa

Walter Veltroni, breve biografia non autorizzata

Walter Veltroni nasce a Roma il 3 luglio 1955. Già a 5 anni scrive una lettera al Politburo, proponendo per il premio Stalin le candidature di Yoghi e Braccobaldo. Nasce in quegli anni la sua fama di bimbo precocissimo. Al punto che negli ambienti del partito si vocifera sia lui il neonato nella carrozzina, che precipita dalle scale ne La corazzata Potemkin.

La sua carriera scolastica procede folgorante, culminando nella bocciatura al IV ginnasio. Nasce in quegli anni la sua fama di intellettuale.

Sentendo maturare forte in sé la vocazione politica, si iscrive al Pci. Decisione che riscuote larghi consensi in tutti gli altri partiti. Dopo una breve gavetta come pubblicista, nel 1992 diventa direttore de L’Unità. La sua direzione, improntata al rinnovamento della testata, introduce forti cambiamenti, come l’inserto di parole crociate e la rubrica settimanale “Le ricette della sora Lella”. Lungimiranti iniziative che tanto gioveranno al dibattito politico. Nasce in quegli anni la sua fama di giornalista.

Nel 1996 diventa vicepresidente del consiglio e Ministro dei Beni Culturali, mentre nel ’98 assume la segreteria dei Democratici di Sinistra. Formazione che, sotto la sua forte leadership, raggiunge alle politiche del 2001 il proprio minimo storico, passando dal 21 al 16%. In virtù di tale lusinghiero risultato, abbandona la segreteria venendo eletto, per ben due volte, sindaco di Roma. Non pago di simili allori, nel 2007 conquista la segreteria del neoformato Partito Democratico, venendo sconfitto alle politiche del 2008 e alle regionali dell’anno successivo.

Prestigioso double coppa-campionato che gli consente di presentare nel 2009 le proprie irrevocabili dimissioni. Una fase di grande travaglio interiore, in cui è lecito immaginare un Veltroni trattenuto per le spalle dai compagni di partito, al fine di impedirne la fuga. Nasce in quegli anni la sua fama di leader autorevole.

Walter Veltroni: vi spiego perchè non sono andato in Africa

Non potendo passare alla storia, passa alla geografia, iniziando un decennio di viaggi in Africa e soprattutto alla cinematografia. Nasce in quegli anni la sua fama di grande regista.

Successivamente, emergeranno critiche nei confronti del piano regolatore da lui fatto approvare in qualità di sindaco di Roma. 70 milioni di metri cubi di cemento, con la nascita di enormi centri commerciali in periferia. Nasce in quegli anni la sua fama di grande urbanista.

Certa critica malevola rispolvera anche una sua vecchia affermazione: terminato il mandato, andrò in Africa a fare volontariato. Nell’occasione, L’Unità pubblica l’accorata lettera di tale Mbwinga Mbora, consigliere comunale del Katanga, il quale sostiene di recarsi tutte le mattine alla stazione di Lubumbashi, ad aspettarlo, ma del caro Walter nemmeno l’ombra. Nasce in quegli anni la sua fama di uomo sincero e credibile.

Walter Veltroni: vi spiego perchè non sono andato in Africa

Bibliografia:

1) I dolori del giovane Walter (Pathos ed. 1962)

2) Il materialismo dialettico in Tex Willer (Spaghetti ed. 1966)

3) Lamento di un pastore errante per l’Appia (Vaccinara ed. 1967)

4) Poveri, ma brutti (Transumanar ed. 1972) ristampato anche come: Il neorealismo fa cagar (1999)

5) La pentecostole (Sturmunddrang ed. 1976)

6) Quer pasticciaccio brutto de via Nomentana – romanzo (Frittole ed. 1979)

7) La frattaglia d’Algeri. Quella trippa a casa Pontecorvo. (Buh ed. 1983)

8) Il mulino del Tevere – romanzo (Frittole ed. 1986)

9) Er segretario va contro corente… (Lungotevere ed. 1992)

10) Dieci piccoli romani – romanzo (Frittole ed. 1997)

11) L’ultimo dei miei cani – romanzo (Frittole ed. 2003)

12) Il nome della cosa – romanzo (Frittole ed. 2008)

13) Pace e guerra – romanzo storico (Frittole ed. 2011)

14) Omicidio nella succursale – romanzo (Frittole ed. 2016)

15) Amare l’amore (Ginocchia & Latte ed. 2019)

Walter Veltroni: vi spiego perchè non sono andato in Africa

Filmografia:

1) La finestra sull’ovile (1996)

2) Il meraviglioso mondo dei Puffi – documentario (1998)

3) Palombella rosa (2003)

4) Lo chiamavano Walter (2004)

5) Continuavano a chiamarlo Walter (2006)

6) Walter colpisce ancora (2009)

7) Una pistola per Walter (2011)

8) Il meraviglioso mondo del raccordo anulare – documentario (2014)

9) In love signo vinces (2017)

10) Barbie e Ken, l’amore trionfa (2019)

Doppiatore:

1) Chicken Little – Amici per le penne (sindaco Rino Tacchino) (2005)

Walter Veltroni: vi spiego perchè non sono andato in Africa

Premi e riconoscimenti:

Premio Walt Disney alla carriera

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Interviste non autorizzate: Kulturjam vi intervista, a vostra insaputa.
Queste interviste non sono vere. Peggio, sono verosimili.

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