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La “guerra democratica” ha trasformato il conflitto in spettacolo morale: il nemico non è più umano ma eliminabile. Droni e bombe diventano strumenti etici, mentre l’Occidente a guida israelo-statunitense legittima violenza e omicidi politici dietro la retorica umanitaria.
L’esibizione vanagloriosa dell’assassinio
Nelle guerre tradizionali, quelle combattute da eserciti regolari, formalizzate da dichiarazioni consegnate alle ambasciate o proclamate nelle piazze, quelle insomma dove la simmetria delle forze in campo disciplinava l’innesco bellico, si potevano contemplare convenzioni internazionali in grado di specificare le azioni considerate crimini, anche se commesse all’interno del conflitto.
L’Occidente, con la “guerra globale al terrore“, ha istituzionalizzato l’asimmetria perché l’intervento militare sarebbe supportato da una netta superiorità etica, da una maggiore consapevolezza civile. Ha fatto la sua apparizione la “guerra democratica” che si autolegittima in quanto tale. Un ossimoro dittatoriale perché non lascia dignità alcuna al nemico, lo rende insetto da schiacciare, non appartenente alla grande famiglia umana.
La “guerra democratica” addolcisce quel vecchio armamentario razzista che definiva barbaro l’altro, ormai poco spendibile senza trucchi argomentativi. Reimpagina l’orrore delle spedizioni coloniali con brand più accattivanti. Il resto dell’umanità, quella che non si accoda con sussiego alla legge del profitto privato, è intrinsecamente terrorista.
Tanto basta per giustificare l’esibizione spettacolarizzata del genocidio ma anche dell’omicidio politico, per mostrare al pubblico i corpi dei peccatori dilaniati dalla saggezza di bombe empatiche, di droni dall’intelligenza progressista, che depurano l’aria dal tanfo insopportabile prodotto dall’irrazionale primitivismo del fanatismo religioso.
Con questo stratagemma due Stati terroristi programmano, indisturbati dal diritto internazionale, l’infamia: gli Stati Uniti e Israele. Loro hanno ridotto l’umanità in macerie, mentre i loro chierici straparlano di democrazia e di umanitarismo. Un umanitarismo molto compiaciuto della propria spietatezza algoritmica. In una continua glorificazione degli ossimori.

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