Si può discutere di come si interpreta il concetto di merito ma il problema non è destra e sinistra, ma una rete fitta di familismo dove comunque il merito non può penetrare.
Merito e familismo
L’idea di merito non è cattiva. Implica che per essere primario devi avere capacità, per diventare docente devi essertelo meritato. Insomma, che non si occupa un posto importante perché si è cognato, figlio, nipote di qualcuno.
Il merito, come idea generale, sarebbe un potente antidoto a quello che a me pare il cancro di questo paese: il familismo.
È un paese in cui ci si trasmette posizioni di generazioni in generazioni. E mi è capitato di vederlo all’opera questo familismo, a destra e a sinistra, anzi gente di destra fare favori a gente di sinistra e viceversa, perché “lui è scemo, ma la famiglia è bona” (cit da un vecchio barone che mi capitò di sentire).
Ho visto gente con le magliette rosse contro la perdita di umanità poi accettare che si creasse un posto “dedicato”, con commissione blindata. Ho visto gente ignorante che pontificava sul merito, e poi fare entrare in università nullità assolute, ma con relazioni o servizievoli.
Il merito sarebbe una rivoluzione in questo paese: significherebbe innesto di mobilità sociale, significherebbe scardinare un sistema ramificato di famiglia, che non importa se di destra o sinistra, perché “cane non mangia cane”, e la rete vive tenendosi stretta.
Ma è difficile possa farlo questo governo, che è la rappresentazione plastica del familismo. Un ministro è cognato del presidente del consiglio. Se si guarda deputati, consiglieri regionali etc si scopre subito la rete familiare.
Non che sia una peculiarità della destra. A sinistra questo andazzo è prassi.

Poi, certo, ognuno dice che non è li per i rapporti di parentela, ma per il merito. Non perché moglie di chi compila le liste, non perché cognato, figlia, fratello. No no. Ed è certamente così: alcuni hanno un corredo genetico superiore. Ovvio che il primato si trasmetta di padre in figlio o figlia.
Il corredo genetico si trasmette insieme a un pacchetto di voti.
Se qualcuno è curioso faccia una ricerca, cerchi chi sono i padri, i fratelli, i parenti. Non si salva nessuno, dalle cariche più alte ai sindaci.
Non è un problema morale: è un modo di selezione della classe politica e dirigente del paese.
Ed è la ragione per cui il paese non può cambiare, è la ragione per la quale il paese non può rinascere.
Perché il problema non è destra e sinistra, ma una rete fitta di familismo dove il merito non può penetrare.

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