Il caso Segre-Seymandi: gossip torinese e novelli Torquemada

Nella “Torino bene”, come scrivono i magazine quando si occupano di gossip, il finanziere Massimo Segre, vicino a Carlo De Benedetti avrebbe dovuto convolare a nozze con Cristina Seymandi, già collaboratrice dell’ex sindaco Chiara Appendino. Ma alla festa per il matrimonio, l’ha lasciata davanti a tutti. “Mi hai tradito: ti dono la libertà e il viaggio già pagato con l’altro”. E sui social il caso diviene virale scatenando dibattiti tranchant e aizzando novelli Torquemada.

Il caso Segre-Seymandi

C’è un dato sulla natura del dibattito sui social che trova clamorosa conferma nella marea di commenti sul gossip torinese dell’anno. Miriadi di persone che prima di ieri non sapevano neanche lontanamente dell’esistenza in vita dei protagonisti ora tranciano giudizi contro una o l’altra figura con una severità e una sicumera che farebbe invidia a Torquemada, senza ovviamente sapere ancora praticamente nulla sui due, sul loro rapporto etc.

Il fatto è che essere rapidi, tranchant, polarizzati, assertivi e aggressivi è evidentemente molto gratificante e anche redditizio dal punto di vista dei like.

Cercare di comprendere i diversi aspetti e le diverse prospettive porta ad essere meno immediati e soprattutto, fatalmente, a dover annacquare la nettezza del giudizio. Quindi, lo sforzo di comprendere la complessità non solo costa fatica, ma sui social non porta alcun vantaggio e anzi si traduce in una penalizzazione in termini di visibilità e di popolarità.

Quindi, questa forma di “dibattito” seleziona positivamente chi è tagliente e manicheo mentre svantaggia fortemente l’approccio analitico allo studio dei fatti. E purtroppo questo non vale solo per questo ultimo stupidissimo gossip, ma anche per argomenti mortalmente seri come il cambiamento climatico, la questione migratoria e la guerra.

In questo senso si spiega facilmente in che modo i social favoriscano il rimbecillimento collettivo. Resta da capire se esista una via d’uscita razionale a questa involuzione o se, per comprendere in che vicolo cieco di autoreferenzialità suicida ci siamo cacciati, ci toccherà prima sbatterci il muso contro, assaporandone le estreme e nefaste conseguenze.

Gettare a mare i principi della civiltà giuridica per potersi schierare sul gossip del momento: un errore madornale per futili motivi

Aggiungo un ulteriore spunto di riflessione: ho letto in molti post che, essendo il comportamento di lui oggettivamente violento (e su questo penso che possiamo essere tutti d’accordo), allora è giusto e lecito stigmatizzarlo a prescindere da qualsiasi cosa abbia fatto lei, “punto”. Se ne deduce logicamente che agire con violenza fa passare dalla parte del torto indipendentemente dalle motivazioni.

A tal proposito ricordo un episodio della mia ormai remota gioventù: correva l’anno 1998 e Torino era in subbuglio per le tristissime vicende relative agli arresti e ai suicidi di Sole e Baleno. Per mesi volarono sassi sulle vetrine, ci furono decine di cortei, vari scontri con le forze dell’ordine e ripetute distruzioni di beni pubblici, tra cui centinaia di vetrate del costruendo Palazzo di Giustizia durante un corteo di oltre diecimila persone venute da tutta Italia.

Secondo il metro adottato da molti per il caso gossipparo, la cosa giusta da fare sarebbe stato stigmatizzare e reprimere i manifestanti senza tenere conto del contesto da cui quegli atti erano scaturiti.

Stessa cosa si dovrebbe dire per le recenti reazioni di piazza all’omicidio poliziesco di Nahel, in Francia, e per tutti gli altri episodi di reazioni violente. Faccio ancora notare che nel diritto penale il giudice ha l’obbligo di tenere conto delle motivazioni degli reati commessi nella valutazione della pena da comminare: è, banalmente, uno dei principi cardine della civiltà giuridica.

Ecco: buttare a mare il principio secondo cui comprendere il contesto è fondamentale per esprimere un giudizio, per di più per il futile motivo di potersi esprimere con nettezza su un avvenimento che definire irrilevante è fargli un complimento, a me pare un errore madornale. Liberissimi di commetterlo, ovviamente, ma teniamo conto le conseguenze di un clima giustizialista sono concrete e a pagarle saranno, come spesso accade, i malcapitati di turno.

Alessandro Ferretti è su wordpress.com

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Alessandro Ferretti
Alessandro Ferretti
Researcher presso Università degli Studi di Torino. Associate presso CERN

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