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lunedì 23 Maggio 2022
AgoràEutanasia legale: una riflessione sulla zona grigia

Eutanasia legale: una riflessione sulla zona grigia

Il pronunciamento negativo della Consulta sull’ammissibilità del quesito referendario su quella che definiamo, per brevità, eutanasia legale, ha scatenato il solito dibattito ideologico su un tema delicato che avrebbe bisogno di sfumature e non di essere polarizzato.

Eutanasia legale e zona grigia

Quello dell’eutanasia è un tema delicato e complesso, ricco di risvolti filosofici. Non mi va (più) di affrontarlo ideologicamente, come ho fatto in passato, su due fronti diversi. Invidio le vostre certezze, ma, beh, anche quelle sono un po’ ideologiche.

Personalmente, annegassi in un oceano di indicibile e inutile sofferenza in attesa di una fine certa che tarda a giungere, probabilmente vorrei la morte immediata. Ma ora la penso così, chissà cosa penserei al momento.

E se in quel momento fossi incapace di intendere e volere o anche solo di esprimermi? Giusto sarebbe demandare ai familiari, in una decisione congiunta coi sanitari e con tutte le persone che ti hanno voluto bene.

Difenderei, perciò, uno spazio per la cosiddetta zona grigia, che molti chiamano ipocrisia, ma io potrei definire a questo punto autoritaria, burocratizzante e banalizzante dello stesso significato della vita (e della morte) il voler regolamentare questi aspetti, il lasciare al legislatore, dunque allo Stato, la formulazione stessa di ciò che è vita e ciò che non lo è.

D’altra parte, non vorrei fare della (mera e biologica) vita un feticcio: lo trovo altrettanto ideologico e mortifero (sul punto invito a leggere Ivan Illich, un vero gigante). Qualche tempo fa uno scrittore decise di farla finita sparandosi, si, per strada. Un bagno di sangue.

Un atto che richiede un certo coraggio, una bella dose di follia (ma qualcuno potrebbe contraddirmi e sostenere che folle è vivere). Era un uomo del sud.

Non poteva essere altrimenti. Ho provato un senso di rispetto verso quel suo gesto mentre trovai banale e mortificante un politico che andò a morire in Svizzera, in uno di quei posti molto belli, probabilmente con vista sulle montagne, dopo aver bevuto un aperitivo.

Oggi, vedo, vi siete svegliati, dopo due anni, tutti pannelliani. Beh, c’è un video su YouTube in cui il carismatico leader radicale si esprime contro l’imposizione dei vaccini, di qualsiasi vaccino, sostenendo di essere contro “lo Stato nel corpo“.

Su questo, ho visto, non siete pannelliani. Magari non lo eravate neppure quando si trattava di difendere, con Sciascia, la vita umana dalla ragion di Stato trattando con le BR per la liberazione di Moro.

Mi direte: che c’entra? Forse niente o tutto. Spero che su certi temi ci si confronti, tenendo in considerazione ogni aspetto ed evitando stigmi, ma non vi confido, avendo visto decisamente altro in questi ultimi tempi. In ogni caso un referendum, cioè un “o di qua o di là” non avrebbe aiutato.

 

 

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Mario Colella
Mario Colella
Garibaldino

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