www.kulturjam.it è un quotidiano online indipendente completamente autofinanziato. Il nostro lavoro di informazione viene costantemente boicottato dagli algoritmi dei social. Per seguirci senza censure, oltre alla ricerca diretta sul nostro sito, iscrivetevi al nostro canale Telegram o alla newsletter settimanale.
Le parole di Cristina Comencini rilasciate a Repubblica sulla “limpida libertà” e sulla responsabilità morale dell’Occidente davanti al sacrificio del popolo iraniano, in occasione della manifestazione di sabato organizzata dai radicali, alla quale la regista ha aderito (con Dacia Maraini, Giovanna Melandri, Paola Concia, Paola Tavella e altre) si inseriscono in un clima culturale preciso, dove l’indignazione diventa linguaggio etico e la psicologia criterio universale di giudizio politico e civile. Il risultato è una libertà somministrata come ansiolitico morale: fa sentire migliori, non cambia nulla e pretende pure gratitudine.
Cristina Comencini e la terapia come ideologia: quando l’intimismo diventa potere
L’intimismo spicciolo, dalla retorica disillusa di Woody Allen in poi, è posa charmant per scimmiottare Manhattan, per autocelebrarsi come intellettuali complessi, cosmopoliti. Quelli che guardano il mondo dal fumo denso e profumato delle tisane pregiate. Ma in più, tralasciata l’autoironia del regista americano e grazie all’avanzata degli autori più sensibili al fruscio delle anime in pena, la psicologizzazione assoluta della realtà ha assunto un ché di tragico. O meglio, di tragicomico.
La vita non è che un approfondimento continuo e melenso della personalità; e una terapia ininterrotta, universalizzata nei proponimenti ideologici, finisce per esporre, con la fermezza propria dell’appartenenza a un ceto orgogliosamente studiato, il proprio inestimabile carisma. Le reminiscenze infantili si perdono nel continuo dolore del trauma, ma solo se declinato al femminile.
Per Cristina Comencini la psicologia è un tratto illustrativo che ordina le relazioni umane, che disciplina la civiltà. Tanto da divenire motivo etico di colonizzazione. I popoli, ma anche le classi sociali, incapaci di liberarsi da sé sul lettino della psicanalisi, si disperdono nell’arretratezza, in un primitivismo antropologico.
La raffinatezza derivata da una psicologizzazione sociale, oltre che fabbricare una continua colpevolizzazione per gli insuccessi individuali (questi però declinati sempre al maschile) e quindi disegnare una spoliticizzazione completa della collettività, offre canoni estetici per misurare lo sviluppo della modernità.
Non è un caso dunque che la nostra eroina si sia trovata partecipe della parata reazionaria organizzata dal Partito Radicale, insomma da quei pinochettisti intrisi di animo newyorkese. L’alibi Iran funziona da incentivo per accodarsi all’imperialismo statunitense e alla barbarie israeliana. E si materializza nel consueto sparuto gruppuscolo di agit-prop al servizio di Washington che tradizionalmente manifesta per sostenere le posizioni imperiali dell’Occidente collettivo e mai contro di esse.
E, in questo caso, per tendere la mano sia a Trump che alla Meloni, sotto la coperta autoindulgente delle liberazioni civilizzanti. Senza troppi pudori per la compagnia di giro discutibile; così funziona l’indignazione a contratto.

Sostieni Kulturjam
Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.
I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.
Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.
Leggi anche
- Totalitarismo democratico: persuasione finita, repressione aperta
- Il nuovo cittadino esemplare: la democrazia senza domande
- Due pesi, una sola fede: l’anti-trumpismo europeo si ferma a Caracas
- Il golpe come politica estera: l’impero USA che non ama sporcarsi le mani
E ti consigliamo
- Malagrazia, viaggio tra streghe e inquisizione
- Un’abitudine inesauribile, scrivere di cinema
- Oltre il confine. Riflessioni dal crepuscolo dell’Occidente
- Pancia di balena
- Shidda
- Noisetuners
- Novecento e oggi
- A sud dell’impero. Breve storia della relazione sino-vietnamita
- Sintropie. Mondo e Nuovo Mondo
- La terra di Itzamnà: alla scoperta del Guatemala
- Dittature. Tutto quanto fa spettacolo: si può essere ironici su temi serissimi e al contempo fare opera di informazione e presidio della memoria?
- Il soffione boracifero: ritorna dopo 10 anni il romanzo cult













