Il vittimismo da la colpa di tutto ad agenti esterni e rende impossibile qualsiasi autenticità e introspezione e l’esistenza stessa di personaggi nelle canzoni.
Il vittimismo nelle canzoni degli adolescenti
In quanto boomer potrei non capire la musica delle nuove generazioni (potrei), ma i testi sono per forza di cose universali. Non capiremmo la musica degli antichi greci se la conoscessimo, ma capiamo benissimo, con il solo aiuto di qualche nota, l’Eneide, per esempio. Magari non possiamo visualizzare i capi di abbigliamento di Achille e Patroclo, ma i sentimenti e le vite interiori quelli sì.
Ora c’è una cosa che è forte nelle canzoni degli adolescenti di oggi che non mi fa andare avanti con l’ascolto e secondo me non fa andare avanti neanche loro nello sviluppo emotivo ed è l’onnipresenza e l’irresistibile successo del vittimismo.
La canzonetta, con tutti i suoi difetti, ha sempre avuto l’enorme pregio di essere un’educazione sentimentale per le masse e di raccontare in qualche modo elementare e accessibile a tutti la verità sull’amore e sulla vita, rappresentando un inizio di introspezione e autoanalisi a disposizione di tutti sulla radio.
Mogol per esempio è spesso sgradevole per i nostri standard e forse anche per quelli degli anni 70, ma è vero, le situazioni sono autentiche, anche se a volte eticamente più che discutibili e da una semplice canzonetta può quindi scattare una riflessione esistenziale.
La canzonetta diventa così un positivo tarlo mentale che fa evolvere psicologicamente.
Il vittimismo invece è dare la colpa di tutto ad agenti esterni e rende impossibile qualsiasi autenticità e introspezione, qualsiasi analisi psicologica dei personaggi anzi l’esistenza stessa di personaggi nelle canzoni.
Sarò boomer, ma mi suona tutto terribilmente falso e tutto ciò rispecchia e anticipa il populismo in politica, con il suo vittimismo diseducativo e deresponsabilizzante, ma tanto semplice, comodo e confortevole.
Il vittimismo, vero segno di questi tempi, rappresenta in politica l’anti politica (parola a cui da boomer do un significato positivo), ma rappresenta anche nell’arte l’anti poesia e in fondo l’anti arte.
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