Dopo qualche anno di assenza dalle scene milanesi, sabato 14 maggio alle ore 20 Nicola Vicidomini torna al Teatro Cooperativa con Veni Vici Domini – Sprucid Version, distillato estremo di una comicità feroce e visionaria.
Nicola Vicidomini torna a Milano al Teatro Cooperativa
Vicidomini il fautore della dissennatezza, della risata aizzata dal disgusto, colui che a trentasette anni viene già riconosciuto dal mondo della cultura che gli ha dedicato una monografia, torna finalmente a teatro in quel di Milano.
Quel teatro che nella sua performance diviene luogo del più inesorabile fallimento, di collasso del senso, di punizione in senso lato del pubblico stesso, che pure però continua a inseguirlo e che ha registrato negli ultimi anni con gli spettacoli Scapezzo, Veni Vici Domini e Fauno, continui sold out.
I personaggi portati da Vicidomini sul palco sono i Satiri incaricati di seppellire il senso comune, l’idea della narrazione che continua a tormentarci. Il suo Fauno ti declama in faccia il tuo insuccesso come un trofeo.

Dicono di lui
Al primo posto della mia classifica di comici italiani c’è Nicola Vicidomini.
Maurizio Milani
Unico e originalissimo, continua a meravigliare e a far godere chi lo va a vedere in teatro, perché è qui che il suo umorismo surreale, assolutamente visionario e dirompente, esplode davvero ed esplora tutte le sue possibilità espressive. Nel panorama attuale poche cose sono in grado di sorprendermi e divertirmi, agli spettacoli di Vicidomini rido moltissimo.
Nino Frassica
Nicola Vicidomini è un genio. La sua dote principale è proprio quella di stimolare delle corde nascoste dentro di noi che nessuno prima di lui era riuscito a far saltare vivamente e trillare nell’aere che ci circonda. La sua poetica visionaria, innovativa, estrema e dalle venature punk, coadiuvata da una fisicità ed energia fuori dal mondo, è in grado di colpire davvero nell’intimo. Credo che questo magister della follia incarni oggi, in assoluta autonomia, un vero e proprio filone culturale a sé. Cochi Ponzoni
Vicidomini è satiro, uomo del sottosuolo, scemo di paese, aruspice, mutilato di guerra, reduce affamato, eccitato, profeta dell’eterna morte nel e del teatro, filosofo folle dilaniato dalla rabbia e dalla dolcezza di una nientità cercata ostinatamente torcendo il collo al narcisismo del genio, perché null’altro ha, Vicidomini, se non il proprio genio – tuttavia null’altro disprezza, Vicidomini, se non il proprio genio.
Andrea Di Consoli
Più che comico, è hylare. […] Il teatro di Vicidomini è un vero e proprio pezzo di storia del teatro che rivive nella sua essenza più pura, primigenia.
Enrico Bernard

Leggi anche
- La sinistra e la questione morale della guerra
- La riduzione ad hitlerum: “C’è il male assoluto, cosa vuoi discutere?”
- L’assenza del “fare gioco” e il sentimento della vergogna nel Papa
- Pensare la guerra. Sulla sopravvivenza della filosofia
- Del filonazista Stepan Bandera, eroe nazionale dell’Ucraina
- L’emarginazione e la cancellazione della politica
- Guerra, chi non segue il carrozzone è “fauna da talk” per Repubblica
- I valori occidentali non negoziabili e la compagnia di giro nei talk show politici
- Guerra e crisi economica la pagano sempre i lavoratori
- Cartoline da Salò: il nuovo libro di Alexandro Sabetti












