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I Bloody Riot tornano con Rivoltiamo e un appuntamento al Forte Prenestino il 6 novembre. In questa puntata di Spaghetti Rock, Maurizio Bidoli e Luigi Bonanni ripercorrono con la band storia, cambi di formazione e memoria del punk romano.
Bloody Riot, il punk non muore: torna la band che non ha mai imparato a stare zitta
In questa nuova puntata di Spaghetti Rock, il format di Maurizio “Angus” Bidoli e Luigi Bonanni ospitato su Kulturjam, si torna a parlare di punk italiano, memoria musicale e storie che continuano a fare rumore.
Al centro della doppia chiacchierata ci sono i Bloody Riot, storica formazione della scena punk romana, in occasione dell’uscita del nuovo album Rivoltiamo e dell’evento in programma il 6 novembre al Forte Prenestino, luogo simbolico nel quale la band è cresciuta fin dagli esordi negli anni Ottanta.
Ai microfoni di Spaghetti Rock intervengono Lorenzo Canevacci, chitarrista e compositore, e Alex Vargiu, bassista, compositore e autore dei testi: entrambi appartengono alla formazione originale. Con loro, Master Bianco, entrato alla batteria nel 1985 per la registrazione dell’album d’esordio, e i due nuovi cantanti Simone Lucciola, fan e amico della generazione successiva, e Valerio Lazzaretti, proveniente dal fan club dei Bloody Riot degli esordi.
Una conversazione che attraversa generazioni, cambi di formazione e fedeltà a un’identità musicale, senza dimenticare chi ha contribuito a scrivere le prime pagine della storia del gruppo. Il ricordo va inevitabilmente a Rob Perciballi, cantante e carismatico leader, e a Cesare Di Porto, batterista: entrambi scomparsi da diversi anni, furono protagonisti del primo esordio discografico della band, con l’EP in vinile del 1983.
I Bloody Riot tornano con Rivoltiamo, ma il punk non è mai stato una questione di nostalgia. È una storia di persone, conflitti, amicizie e musica che continua a cercare il proprio spazio. E Spaghetti Rock ne raccoglie le voci.
SPAGHETTI ROCK puntata 19 Lorenzo Canevacci / Simone Lucciola (Bloody Riot)
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