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È uscito, dopo una serie di annunci, Now and Then, il secondo capitolo della reunion virtuale dei Beatles iniziata nel 1995 in coincidenza con la pubblicazione dei documentari e delle raccolte di rarità intitolate “Anthologies” che aveva visto il rilascio di due brani inediti: “Free As A Bird” e “Real Love”.
La lavorazione di questi due brani venne accompagnata da una terza canzone inedita, ma in realtà in circolazione sui bootleg da tempo, di John Lennon incisa, anch’essa, su una cassetta durante il suo ritiro dalle scene, presumibilmente attorno al 1978.
Now and Then, la reunion virtuale dei Beatles
L’operazione messa in piedi dai tre Beatles superstiti nel 1995 consisteva nel restaurare, al meglio di quanto offrisse la tecnologia digitale del periodo, la voce di Lennon presente nei tre brani forniti su cassetta da Yoko Ono, riequalizzandola digitalmente e ripulendola con i sistemi di noise reduction dell’epoca e suonandoci sopra delle nuove parti strumentali.
Il risultato, essendo i brani inediti di Lennon dei buoni punti di partenza, furono due canzoni che rispolveravano il sound classico dei Fab Four.
Il timbro della voce del beatle scomparso restava però “lo-fi” e il suo cantato, quindi, rimaneva distaccato dal resto degli arrangiamenti dando una sensazione di innaturalezza. (i fan hanno recentemente restaurato i due brani, disponibili in rete, con l’ausilio delle AI).
Il terzo brano, “Now And Then”, venne anch’esso lavorato ma la presenza di un ronzio di alternata e l’impossibilità di separare la voce dal pianoforte costrinse i tre Beatles ad accantonarlo.
C’è da dire che lo stile di Lennon, negli anni ’70, era cambiato rispetto a quello adottato ai tempi dei Fab Four, molti suoi brani, dedicati a Yoko Ono o al figlio Sean, erano ballad malinconiche e sentimentali.
Queste canzoni abbozzate seguivano, quindi, lo stile lennoniano del tempo, quello che poi troveremo anche su “Double Fantasy” del 1980, quindi erano fino ad un certo punto brani in grado di essere integrati nel sound beatlesiano classico.
L’operazione è, quindi, già nel ’95 alquanto discutibile, il gruppo era sciolto ormai da 25 anni e mai in questo lasso di tempo Lennon aveva manifestato intenzione di ricomporlo, tantomeno aveva scritto quei brani in questa logica. Inoltre, si trattava di brani scartati, malgrado l’indubbia qualità di scrittura.
Si tratta di una decisione degli eredi fatta, ci auguriamo, con l’intenzione di rivitalizzare il mito dei Beatles e non solo per tornaconti economici.
Now And Then
Ma la tecnologia attuale, basata su AI e Machine Learning, ha aperto nuove possibilità a questo genere di operazioni.
Già il regista Peter Jackson nella realizzazione documentario-reality “Get Back” basato sulle ore di girato inedite realizzate da Michael Lindsay-Hogg per film “Let it Be” nel 1969 aveva utilizzato queste tecnologie per restaurare audio e video con risultati eccezionali.
Per la ristampa del 2022 dell’album “Revolver” (1966) questo genere di tecnologia è stata nuovamente impiegata per separare le tracce del master originario dato che, negli anni ’60, dato il limite delle quattro piste offerte dai registratori dell’epoca si usava riversare tre tracce su una sola per avere più piste disponibili.
I fonici, quindi, che si sono trovati alle prese con i remix digitali di quei dischi hanno dovuto lavorare su tracce in cui erano presenti più strumenti contemporaneamente rendendo, di fatto, impossibile una corretta lavorazione di ogni singolo suono.
Quindi, come spiegato nel breve documentario presente in rete, “The Beatles – Now And Then – The Last Beatles Song” di Oliver Murray, Paul e Ringo si sono rivolti al team di Peter Jackson per recuperare la voce di John dalla cassetta di “Now And Then”.
Il risultato è straordinario, la voce di Lennon restaurata sembra registrata oggi, oltre ad averla separata dal piano e aver eliminato il ronzio, la sua qualità, anche dal punto di vista espressivo ed emotivo, è sorprendente.
Paul e Ringo hanno, quindi, rieseguito ex-novo le loro parti, sostituendo quelle originariamente incise nel 1995, mentre hanno mantenuto quelle di George Harrison.
Giles Martin, figlio del quinto Beatle, George Martin, ha realizzato un arrangiamento di archi dal sapore sixties e Jeff Lynne, vecchio amico del quartetto e leader degli ELO (Electric Light Orchestra) ha curato la produzione.
Tuttavia, per rendere il brano di Lennon omogeneo allo stile Beatles “classico” Paul e Ringo hanno eliminato un ritornello. Nella canzone originaria, infatti, John esegue due bridge diversi, soltanto uno è stato mantenuto, la sezione eliminata sposta la tonalità del brano in Mi maggiore e rende la canzone particolare.
I fans sono riusciti, tramite le AI a realizzarne una versione alternativa, mantenendo l’arrangiamento dei Beatles contenuto nel singolo ufficiale, ma aggiungendovi il chorus tagliato e il brano si regge benissimo, anzi assume una maggiore attualità rispetto ai modelli compositivi contemporanei.
Ma le scelte produttive sono state diverse. È stato aggiunto un assolo di chitarra slide eseguito da Paul nello stile di George e, altra operazione un po’ dubbia, sono state aggiunte voci e cori provenienti da “Eleanor Rigby”, “Here, There and Everywhere” (da “Revolver”, 1966) e, in particolare, “Because” (da “Abbey Road”, 1969) che contiene un passaggio armonico in Re molto simile a uno dei bridge del brano.
“Now and Then” è, quindi, frutto di assemblaggi, ricostruzioni eseguite da sistemi AI, tagli e rimontaggi di materiale preso in giro dai vecchi nastri e una struttura canzone messa in piedi senza che l’autore abbia mai espresso alcuna intenzione in merito.
In ultimo, il regista Peter Jackson ha realizzato il videoclip del brano, anche qui utilizzando le AI, dove le immagini di John e George, prese da vecchi filmati, coesistono con quelle di Paul e Ringo di oggi come se i quattro suonassero ancora insieme nello stesso ambiente.
Ci sono anche molte perplessità sulla grafica di copertina, decisamente anonima rispetto a quella usata per i due singoli precedenti del 1995 che utilizzavano disegni astratti di John.
Quella di “Now And Then” è quindi un’operazione, come del resto già era quella del ’95, che scatena non poche perplessità, malgrado il brano sia suggestivo e la voce di Lennon restaurata risulti carica di emotività.
Non si tratta di giudicare la tecnica compositiva del montaggio, inaugurata dalla tape music degli anni ’50 e poi da personaggi come Brian Eno e ampliamente usata oggi nella musica elettronica, quanto di aver rianimato le dinamiche di una band di rock classico con due componenti deceduti prematuramente resuscitandoli digitalmente.
Il Machine Learning e le AI
Oggi esistono a disposizione di chiunque, anche on line, vari sistemi di separazione fra voce e strumenti e i motori di AI/Machine Learning consentono di far apprendere il modo di cantare di chiunque facendogli eseguire qualsiasi pezzo.
Questa tecnologia scoperchia un vaso di Pandora i cui effetti saranno valutabili nel tempo e che nemmeno la giurisprudenza attuale sul diritto d’autore e il copyright prevede.
È possibile far apprendere ad una voce virtualizzata tutte le caratteristiche vocali di qualsiasi cantante umano facendogli eseguire un qualsiasi brano con una resa qualitativa tale da essere indistinguibile da una esecuzione reale.
Sono già presenti in rete numerosi esempi di questo tipo realizzati dagli utenti in modo spontaneo.
Questa nuova frontiera offre all’industria discografica immense possibilità di speculazione, oltre a restaurare vecchi dischi afflitti da problemi tecnici (cosa che sta già avvenendo), sarà possibile far duettare Frank Sinatra e Jim Morrison su un brano inedito.
“Now and Then” è solo il primo gradino di un percorso che potrebbe avere effetti devastanti sul mercato multimediale.
The Beatles – Now And Then (Official Music Video)
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