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martedì 18 Gennaio 2022
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Io sono il Re Lucertola: i 50 anni della morte di Jim Morrison a teatro

Dal 3 al 5 dicembre 2021 al Teatro Tor di Nona di Roma andrà in scena Io Sono il Re
Lucertola, uno spettacolo di Olivia Balzar e Tony Chinaski che celebra – a cinquant’anni
dalla sua morte – la poesia, i demoni e le visioni di una delle figure chiave del rock: Jim
Morrison, frontman dei Doors.

Io sono il Re Lucertola

Il 3 luglio di cinquant’anni fa, a Parigi, moriva Jim Morrison, leader dei Doors. La figura della rockstar subì una mutazione radicale con il mito del Re lucertola, divenuto un simbolo generazionale di reazione alle convenzioni, alle istituzioni, alle autorità, grazie alla miracolosa simbiosi tra la sua voce, la sua personalità e la musica dei Doors, una della band piu’ influenti e originali della storia.

E oggi è ancora viva la sua influenza, la sua musica, le sue parole? Come raccontare la sua epopea in uno spettacolo? Lo abbiamo chiesto a Olivia Balzar che, insieme a Tony Chinaski, è l’autrice di Io Sono il Re Lucertola.

  • Le t-shirt col viso di Jim Morrison, per sempre giovane e bello come tutti gli eroi, stavano di fianco a quelle del Che. Noi nascevamo, crescevamo e lui restava immutabile e buono per tutte le stagioni, il petto nudo e le braccia spalancate come un Gesù Cristo freak. È ancora così o è un mito per boomer come dicono nei media mainstream?

“La foto a cui ti riferisci è stupenda, ma in effetti ha un po’ stancato. In sede di brainstorming è uscito proprio questo argomento col mio co-autore Tony Chinaski che ha scelto infatti un’altra immagine per la locandina. Del resto questo spettacolo nasce dal desiderio di superare il culto della rockstar maledetta e andare oltre, in profondità. Non credo affatto che Jim Morrison sia un mito da boomer.

Egli è asceso all’olimpo degli dèi del rock e non solo: il suo è un messaggio universale, la sua poetica è forte di un linguaggio in cui chiunque può riconoscersi.

«Se la mia poesia ha una qualche aspirazione, è quella di liberare la gente dai modi limitati in cui vede e sente» diceva e al giorno d’oggi continuiamo ad averne fortemente bisogno.”

  • L’apice della mitizzazione di Morrison, per le generazioni successive alla sua morte, raggiunse l’apoteosi con il film di Oliver Stone The Doors. Era il 1991, a pensarci bene era morto da “appena” 20 anni. Oggi siamo a 50 anni: questo spettacolo celebra un mito per reduci, quindi possiamo dire ha una funzione quasi religiosa o, più laicamente, può avvicinare anche i più giovani, i più distratti, e intrattenerli con qualcosa di diverso?

“Io sono il Re Lucertola” nasce da una promessa fatta da me a Jim sulla sua tomba a Père Lachaise. Nasce quindi da una mia urgenza personale che ha trovato terreno fertile nei miei compagni di avventura. Ognuno di noi deve qualcosa a Jim e questo è il nostro omaggio per celebrare la sua vita, la sua poesia, le sue visioni, i suoi demoni. Ha una funzione religiosa per chi lo ha amato ed iniziatica per chi vi si dovesse avvicinare per la prima volta.

Del resto, questo spettacolo è fatto di suggestioni, musica, immagini ed emozioni, linguaggi che possono essere approcciati da chiunque abbia voglia di lasciarsi andare, entrare nella testa del Re Lucertola e danzare a piedi nudi nel deserto.”

  • La musica dei doors dava una sensazione di pericolo imminente, ma anche di liberazione: come lo si può raccontare a teatro nel 2021?

“Attraverso la mistica, il rito, la catarsi, l’immaginazione, tutti elementi a lui cari. Noi non vogliamo interpretare Jim Morrison, vogliamo evocarlo affinché possa guidare noi e i nostri spettatori in un viaggio nella sua parte più introspettiva e poetica.”

Il Re Lucertola in When the music’s over cantava: “Vogliamo il mondo e lo vogliamo adesso”, perchè Morrison trasmetteva il senso di un’epoca che lui stesso faticava a sopportare. Non riuscire ad invecchiare è stata la fine del sogno.

Foto di Alessia Brescia Photography
Artwork di Sira De Vanna

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Sira De Vanna
Speaker radiofonica, redattrice, storico dell'arte. Caporedattore per Kulturjam.it

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