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venerdì 3 Settembre 2021
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Jim Morrison, dai Doors all’eternità

Il 3 luglio del 1971 moriva Jim Morrison (James Douglas Morrison, Melbourne, USA, 1943–Parigi, 1971), leggendario frontman della band americana The Doors.

Cinquant’anni senza Jim Morrison

Aveva da poco finito di registrare le parti vocali di L.A. Woman, ultimo disco con Ray Manzarek, John Desmore e Robby Krieger, ed era volato a Parigi con la sua Pamela in cerca di serenità. E invece Jim Morrison trovò la morte.

Le circostanze poco limpide del suo prematuro decesso, l’impatto che la sua figura continua ad avere nell’immaginario collettivo la si deve soprattutto a un carisma unico capace di valergli appellativi quali “sciamano del rock” o “Re Lucertola”, lo hanno trasportato nella dimensione dell’iconografia pop moderna: come il Bob Marley sulle tazze da the con l’immancabile foglia di marijuana, Jimi Hendrix sugli adesivi e il Che Guevara sulle magliette.

Fu protagonista di una rivoluzione culturale senza eguali: idolo incontrastato dei ragazzi e ragazze americane, trascinati a suon di istant poetry – accompagnata da tematiche blues e rock – nel suo fantastico delirio.

La forza della sua presenza scenica, caratterizzata anche da una voce inconfondibile in grado di passare repentinamente dalle profondità del blues ai toni alti delle grida più disperate, è riuscita a sedurre un numero così alto di estimatori da trasformarlo in un mostro sacro della musica contemporanea.

Jim Morrison fu un animale da palcoscenico straordinario, icona vera degli anni sessanta e settanta. Il primo exploit che li rivelò al grande pubblico americano ci fu nel 1967 quando i Doors, sull’onda del successo del loro omonimo album di debutto, furono invitati a esibirsi in un programma iconico della tv negli Stati Uniti, l’Ed Sullivan Show. L’accordo tra la band e il presentatore tv prevedeva una piccola, ma sostanziale, modifica del testo di Light my fire in quanto ricco di allusioni sia al sesso che all’uso ricreativo delle droghe.

Jim Morrison, dai Doors all'eternità

Morrison e soci accettarono l’accordo ma poi durante la diretta eseguirono la versione non censurata dl pezzo con l’esplicito riferimento all’eccitazione sessuale provocata dagli effetti dello sballo che entrò nella casa di milioni di telespettatori americani durante la sera di una domenica qualunque. Inevitabilmente ne nacque un piccolo scandalo che annullò il contratto stipulato tra i Doors e Sullivan ma che, di riflesso, accrebbe ancora di più la fama dei quattro musicisti.

Di episodi simili ne è piena la breve ma intensa parabola di Morrison, morto a 27 anni dopo un decennio vissuto intensamente tra eccessi, alcol e droghe. Amatissimo dai suoi compagni così come dalle donne che lo hanno accompagnato nella sua breve vita, donne che gli perdonarono l’imperdonabile.

Jim Morrison, dai Doors all'eternità

Il leader dei Doors è sepolto nel cimitero monumentale di Pere Lachaise, appena fuori Parigi e quel che rimane della sua tomba è luogo costante di visita di giovani e meno giovani provenienti da tutto il mondo.

Jim Morrison in questo 50° anniversario della sua scomparsa sarà ricordato in tutto il mondo nelle forme più varie, noi vogliamo farlo attraverso l’ultima sua esibizione.

Era la terza edizione dello storico Festival dell’Isola di Wight – che si tenne in Gran Bretagna nel 1970 – che ancora oggi viene ricordato soprattutto per l’ultima importante apparizione pubblica in Europa degli Who, Jimi Hendrix e, per l’appunto, i Doors. Questa versione live di The end racchiude tutta la grandezza di un gruppo che ha rivoluzionato la storia della musica e della mitologia del rock.

 

 

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Marquez
Corsivista, umorista instabile.

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