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lunedì 17 Gennaio 2022
TecnèArteTesori napoletani: Fontana della Scapigliata e Fontana del Capone

Tesori napoletani: Fontana della Scapigliata e Fontana del Capone

Il viaggio tra i tesori architettonici napoletani non si esaurisce mai: a Forcella risplendono la storica fontana della Scapigliata e quella del Capone.

Fontana della Scapigliata e Fontana del Capone

Collocate nel cuore di Forcella, ed esattamente tra lo storico Complesso dell’Annunziata e l’Ospedale Ascalesi, svettano due importantissime fontane cinquecentesche volute dal Vicerè Don Pedro de Toledo nell’ambito del piano di rinnovamento dei servizi pubblici della città.

In quel periodo infatti, Napoli stava superando i duecentomila abitanti e per far fronte all’accresciuta richiesta di acqua, fu dotata di numerosissime fontane, molte delle quali contribuirono alla monumentalizzazione della città stessa.

Le fontane pubbliche vennero costruite a ridosso delle mura, delle chiese, all’interno delle piazze e degli slarghi e venivano alimentate dall’antichissimo acquedotto della Bolla, realizzato durante il periodo greco-romano della città e che per oltre duemila anni l’ha fornita di acqua eccellente e abbondante.

Successivamente alla peste del 1528, e con la nuove disposizioni urbanistiche del viceré Don Pedro de Toledo, fu deciso di ampliare i canali e le cisterne dell’acquedotto affidandone i lavori all’ingegnere Antonio Lettieri il quale, a sua volta, consentì l’approvvigionamento pubblico delle acque anche in quelle aree urbane di più recente espansione

Tesori napoletani: Fontana della Scapigliata e Fontana del Capone
Tiziano – Ritratto di Pedro ALvarez de Toledo

Nel 1541 il Vicerè Don Pedro de Toledo, nell’ambito di importanti lavori di rimodulazione di alcuni spazi dell’antico Complesso dell’Annunziata, affidò al Maestro Giovanni da Nola la realizzazione della Fontana della Bolla o del Bollo sul luogo dove un tempo sorgevano i lavaturi della Santa Casa dell’Annunziata alimentati, così come i due mulini adiacenti, dall’antichissimo Acquedotto della Bolla.

Al centro della Fontana fu posizionato un enorme scoglio in pietra lavica dal quale sgorgavano numerosi zampilli d’acqua che, nel ricadere, ricordavano il morbido movimento di lunghe chiome “scompigliate”.

Tesori napoletani: Fontana della Scapigliata e Fontana del Capone

Da qui l’appellativo popolare della “Scapigliata”, ricordata come tale in quasi tutte le fonti storiche e documentali successive, una tra tutte quella di Camillo Napoleone SassoNel fonte entra l’acqua per più cannoli, ma quello che fu ben immaginato dall’architetto è lo scoglio che nel centro è situato, dal quale esce con tanta abbondanza l’acqua in mirabile artificio in modo che sembra un padiglione: dall’acqua sì sgorgante il volgo gli dette il nome di Scapigliata. Il fonte di marmo sottoposto è grandissimo per dar comodo al popolo di colà di lavare i panni lini” (C.N. Sasso, 1856)

Durante i lavori del Risanamento di fine Ottocento, il maestoso scoglio che troneggiava al centro della Fontana, fu sostituito da una colonna sulla quale fu collocato lo stemma marmoreo del Comune di Napoli.

L’adiacente Fontana del Capone, anch’essa progettata da Giovanni da Nola e così detta per l’enorme testa dalla quale sgorga l’acqua, sorge a ridosso del muro perimetrale del Complesso dell’Annunziata, e, accanto al mascherone di marmo bianco ve ne erano altri due similari, ma in bronzo e sfortunatamente andati perduti nel corso dei secoli.

Tesori napoletani: Fontana della Scapigliata e Fontana del Capone

Recentemente entrambe le Fontane, mai opportunamente valorizzate, imbrattate da graffiti e ostruite dai rifiuti, sono state oggetto di un accurato e attento intervento di ripulitura eseguito grazie a un partenariato di associazioni ed Enti quali Fondazione Trianon Viviani, L’Altra Napoli onlus, l’associazione Agora e l’Associazione Commercianti A’Forcella, sotto la supervisione del Comune di Napoli e della Soprintendenza Archeologia e delle Belle Arti e del Paesaggio.

Si tratta di uno dei tantissimi interventi che la cordata di attuatori, in stretta collaborazione con gli abitanti del territorio e delle Istituzioni, sta portando avanti nella progettazione di valorizzazione, riqualificazione e autodeterminazione del quartiere di Forcella per renderlo finalmente volano della futura rinascita della città di Napoli.

Tesori napoletani: Fontana della Scapigliata e Fontana del Capone

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Paola Filardi
Archeologa "prestata" al sociale, visceralmente partenopea, esperta in story telling e in progetti di recupero e valorizzazione del patrimonio culturale e di rigenerazione urbana

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