L’eterno ritorno di Indiana Jones: cosa dire di questo quinto capitolo?

Il quinto episodio della saga di Indiana Jones, con un Harrison Ford in versione Eritreo Cazzulati che ce l’ha fatta, nonostante le perplessità che l’accompagnavano, alla fine si rivela un film godibile, seppur lontano dai fasti del passato.

L’eterno ritorno di Indiana Jones

La saga di Indiana Jones è qualcosa che almeno una volta nella vita bisogna vedere, parlo dei primi tre film. Il quarto, sempre diretto da Steven Spielberg, è una schifezza assoluta che non meriterebbe neppure di essere citato se non fosse per il fatto che hanno pensato bene, dopo 15 anni, di far uscire il quinto capitolo.

Con ancora il vivido ricordo del tremendo film del 2008, ero mentalmente preparato all’idea che stavo letteralmente buttando nel ce…ehm… ben 7 euro, che si andavano a sommare ai 2 euro, anche quelli buttati, spesi per le primarie del PD per votare Elly Schlein. Ma questa è un’altra storia probabilmente anche più triste.

C’era una cosa che mi incuriosiva: questo film non era diretto da Spielberg, ma da Mangold, non proprio l’ultimo arrivato, ed una che mi dava un briciolo di speranza: il film quando è stato presentato a Cannes è stato disintegrato dalla critica e di solito quelli che non piacciono a Cannes piacciono al sottoscritto.

Con tutti questi pensieri, e con sette euro in tasca, sono andato a vedere il film. Devo dire che mi ha divertito, ci sono dei momenti molto coinvolgenti, pieni di azione e ricordano l’Indiana Jones dei bei tempi.

I primi 15/20 minuti sono adrenalinici. La storia ha un suo perché, regge, la sceneggiatura è di buon livello, ed il cast anche. Harrison Ford è invecchiato e sembra un Eritreo Cazzulati che ce l’ha fatta, Phoebe Waller Bridge molto brava ed interpreta un personaggio interessante, c’è anche Antonio Banderas a cui hanno affibbiato una parte triste ed insignificante, ricompare, giusto pochi minuti, Sallah, c’è il personaggio di un ragazzino Teddy di cui potevamo anche fare a meno, ha pure degli odiosi baffetti, i villans sono discretamente insopportabili e spicca su tutti Mads Mikkelsen che interpreta alla grande il solito nazista che vuole portare il Terzo Reich al trionfo.

Sto facendo i salti mortali per non fare spoiler. Insomma il film va visto, è divertente, non è peggio del quarto, cosa praticamente impossibile. Non fate i paragoni con i primi tre altrimenti uscite al ventesimo del primo tempo. E non vi rimborserebbero il biglietto. Poteva andare peggio e la speranza che non ci sia un sesto capitolo. Non ne abbiamo bisogno.

Il film è un pochino lungo, non si capisce per quale motivo non si riesca e fare film di massimo due ore. Ci sono parti che se le avessero tagliate avrebbero fatto solo bene. Il quinto capitolo pare sia costato circa 300 milioni di dollari e per guadagnarci dovrebbe incassare almeno 800 milioni. Cosa che mi azzardo di dire praticamente impossibile. Ecco se fosse durato meno sarebbe anche costato meno.

Che voto dargli? Un bel 6.5. Perfetto per portarci gli eredi, che per età, ignorano i primi tre capolavori di Steven Spielberg. Beata ignoranza. Nel senso di ignorare. Buona visione.

 

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Enrico Zerbo
Enrico Zerbo
Ligure, ama i gatti, la buona cucina e le belle donne. L'ordine di classifica è a caso. Come molte cose della vita. Antifascista ed incensurato.

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