Quotidiano on-line ®

26 C
Rome
giovedì, Luglio 7, 2022

Il “Documento” di Marco Iermanò al GIFFONI50Plus

Abbiamo visto in anteprima “Documento”, di Marco Iermanò, in programma ufifcialmente oggi, 26 luglio, al GIFFONI50Plus.

“Documento” di Marco Iermanò al GIFFONI50Plus

Istituto Comprensivo Statale Antonio Gramsci, Roma. O forse sarebbe meglio riciclare, alla maniera dei “Trekkers”, quelle differenti e ormai archetipiche coordinate: Spazio, ultima frontiera.

Perché in fondo anche il Trullo può essere considerato una “frontiera”, nella capitale, coi suoi problemi di collegamento, integrazione, vita sociale. E la scuola tali problematiche finisce per rifletterle tutte.

Lodevole il lavoro del giovane cineasta Marco Iermanò, di cui il 26 luglio al GIFFONI50Plus è in programma un vibrante cortometraggio, poco oltre i 30 minuti, che si intitola Documento ed ha quale epicentro proprio l’Istituto Antonio Gramsci.

L’inizio, lasciatelo dire, è quasi “da horror”, nel senso che veder entrare frotte di alunni con la mascherina è distopia pura, esprime cioè in modo “metonimicamente” e crudamente diretto come si è costretti a studiare in questo clima di emergenza.

Anche allo spettatore ci vuole un po’ per superare il disagio iniziale. Ma poi il film prende aria da un confronto tra gli studenti e l’educatore di turno, che sia per i temi che per le modalità rappresentative finisce per ricordare un po’ La classe – Entre les murs di Laurent Cantet, un po’ certe opere del nostro Gaglianone.

La stessa forma cinematografica si adagia sul dialogo tra l’adulto e i ragazzi, su quell’ars maieutica che, complici le immagini (proposte come in un gioco di scatole cinesi) del breve e drammatico inserto di finzione che rievoca un classico caso di violenza sulle donne, fa interrogare i presenti su questioni che partono proprio dalla violenza di genere per approdare a problemi di integrazione e ad altre questioni scottanti. Tutto poi tirato fuori con la massima naturalezza possibile.

Il "Documento" di Marco Iermanò al GIFFONI50Plus

Nel documentare tanto una realtà sociale che l’immaginario ad essa correlato, lo sguardo dell’appassionato e visibilmente coinvolto Marco Iermanò sterza poi bruscamente dai ragazzi a una storica docente dell’istituto, la vice-preside Annamaria Stecchiotti, impegnata da anni in progetti per l’inclusione, riguardanti diverse etnie compresa la comunità Rom, in un territorio senz’altro difficile dove la diffidenza reciproca si pone a volte come ostacolo. Ma il fervore dell’insegnante è contagioso. E durante la(neanche tanto) breve intervista incastonata nel film esce fuori bene!

Qualche perplessità giusto sul montaggio di scene di lotta e di impegno civile proposto nel finale, laddovequalche accento retorico si avverte, vedi per esempio il passaggio un po’ rapsodico dalla controversa figura di Madre Teresa di Calcutta ai meglio contestualizzati Gramsci e Martin Luther King.

Con un effetto a tratti da canzone di Jovanotti, che non senza malizia ci sentiamo di attribuire al testo poetico di Saviano recitato in sottofondo… ma questa forse è più che altro un’idiosincrasia personale, ciò che resta realmente impresso di Documento è l’ardore nel lambire temi importanti, come pure l’energia che si percepisce nei ragazzi e nella loro insegnante, la veridicità (che neppure le tetre mascherine possono attutire) dei loro volti, quel senso di vita vissuta che persino le pareti dell’istituto scolastico riescono a trasmettere. Lasciando così ipotizzare un futuro meno grigio.

Il "Documento" di Marco Iermanò al GIFFONI50Plus

 

Leggi anche

Stefano Coccia
Stefano Coccia
Giornalista dello spettacolo e critico cinematografico da più di vent'anni, un tempo nel Comitato dei collaboratori fissi della storica Cinemasessanta, attualmente collabora con Sul Palco, CineClandestino e Taxi Drivers ->

Ti potrebbe anche interessare

Seguici sui Social

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

Ultimi articoli