L’installazione dell’artista Davide Dormino ‘Anything To Say?‘, tributo alla libertà di stampa, ritrae a grandezza naturale le figure di Edward Snowden, Julian Assange e Chelsea Manning, perseguitati per aver rivelato alle opinioni pubbliche bugie e segreti sulle guerre. Nell’installazione c’è una quarta sedia vuota per invitare il pubblico all’azione prendendo posizione simbolicamente al fianco delle tre figure.
Un messaggio importante, ambizioso, in questa mostra itinerante mondiale che ora sta attraversando l’Italia, in un momento in cui la libertà di informazione nelle sue varie forme è a rischio non solo nei regimi autoritari ma anche in quelle che fino a poco fa venivano chiamate ‘democrazie liberali’.
Ricordiamo che nella classifica di Reporters Sans Frontieres del 2019 che analizzava i dati di 179 paesi, l’Italia si collocava al 43simo posto. E la situazione oggi è ulteriormente peggiorata.
Edward Snowden, Julian Assange e Chelsea Manning, tre icone
Snowden, ex agente a contratto con la Nsa, è noto in tutto il mondo per aver diffuso documenti segreti sui programmi di sorveglianza digitale di massa del governo americano e britannico. Oggi vive in Russia, dove ha ricevuto asilo politico.
Julian Assange, giornalista e fondatore di Wikileaks, il sito che ha reso pubblici una quantità di documenti riservati e segreti di diversi stati (incluse le email di Hillary Clinton nell’ultima campagna presidenziale), si trova in carcere in Gran Bretagna, in condizioni di salute preoccupanti.
Chelsea Manning, ex soldato dell’esercito americano, è nota per aver diffuso nel 2010 documenti riservati che certificavano i gravi abusi dei diritti umani commessi dagli Usa in Iraq e in Afghanistan. È stata in carcere per oltre sette anni, poi graziata da Obama alla fine del suo mandato, oggi seppur a piede libero è di nuovo indagata per essersi rifiutata di testimoniare contro Wikileaks.
Stand up for freedom: “Anything to say?” in tour, la presentazione su Gofundme.com
In questi tempi turbolenti, quando i tamburi di guerra risuonano e le ombre dell’oppressione si allungano, la fusione di arte, attivismo e musica diventa un faro di speranza, un appello all’azione e un promemoria del potere di stare insieme per il bene comune.
Stiamo intraprendendo un progetto ambizioso per portare in tour, attraverso l’Italia, “Anything to Say?”, l’opera di Davide Dormino.
“Anything to say?” è un monumento in bronzo itinerante dedicato alla libertà di espressione. Poggia a terra e si muove, al contrario dei classici monumenti da piedistallo che si vedono nelle piazze.
Tre icone della nostra contemporaneità – Julian Assange, Chelsea Manning a Edward Snowden, che attraverso la piattaforma di WikiLeaks hanno rivelato crimini di guerra e abusi dei diritti umani facendo tremare i governi di tutto il mondo – sono in piedi su tre sedie. Il gruppo scultoreo ha un pezzo mancante, la quarta sedia che si completa quando una persona ci sale sopra e prende posizione.
Il tour non è solo una mostra. Ci sono tappe previste a Milano (18 maggio), Napoli (25 maggio), Roma (1 Giugno) e Bologna (8 giugno). È un evento nazionale che mescola arte, attivismo e musica in un dialogo potente sulla libertà di espressione e il nostro diritto alla conoscenza.
Anything to Say (#FreeAssange)
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