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Biden si è astenuto all’ ONU sul cessate il fuoco per recuperare qualche voto dai tanti americani progressisti ma contemporaneamente ha autorizzato una ingente consegna di armi ad Israele. E poi l’annuncio inaspettato: Egitto, Giordania ed addirittura Qatar pronti a “riconoscere” ufficialmente Israele.
Incastri: cos’hanno in mente Biden e Netanyahu?
– Pierluigi Fagan*
Perché Biden se ne è uscito con questa notizia? Egitto, Giordania ed addirittura Qatar pronti a “riconoscere” ufficialmente Israele ed i suoi diritti di esistenza? A pacchetto e proprio ora dopo il perdurante massacro?
Ricordo che la Giordania ha con Israele solo un Trattato di pace che vige dal 1994. La monarchia giordana, pur non essendo l’istituto monarchico conforme i dettami (per altro un po’ vaghi) del Corano sulla forma giuridica dello spazio islamico, è in realtà la più relativamente legittima. Essa infatti è detta Hascemita, discende dal nonno di Muhammad, il lignaggio è quello dei Banu Hascim, tribù dei Quraysh, la stessa di Muhammad.
Per quanto contestato storicamente il diritto parentale di successione per cariche di rappresentanza dell’islam giuridico-politico (per provare -invano- ad affermarlo ne nacque la diaspora di Ali, fine 600 d.C., da cui il braccio iracheno-iraniano sciita e pari fondazione del blocco sunnita -che seguono la Sunna, la seconda fonte della Legge islamica che determina la Shari’a-, la faccenda avrebbe un suo peso. Un riconoscimento giordano sarebbe altamente simbolico per tutto l’islam, non solo arabo. Il Qatar poi sarebbe definitivo e clamoroso.
Dubito fortemente ciò avverrà con la soluzione due stati, ma da questo punto in avanti toccherebbe seguire le contorsioni diplomatiche d’accompagno lo sviluppo, imprevedibili poiché soggette a mille soluzioni se dal sostanziale si passa al formale e quando poi dalle chiacchiere si passerà ai fatti duri.
Cosa stanno promettendo a Tel Aviv? Come ne escono dal problema di Rafah? Cosa sono disposti a fare gli arabi? Cosa mette Washington sul piatto? Stay tuned, la storia si potrebbe fare Storia sotto i nostri occhi. Un fallimento da qui a prossimo novembre potrebbe determinare le elezioni americane con effetti a cascata molto importanti. Un “successo” anche.
È per trattare da sempre maggiori posizioni di forza, è per forzare gli arabi ad includere lo spazio grande (Libano, Siria, Hezbollah) nel riassetto strategico, che -nel frattempo-Israele attacca Aleppo? Nel mentre si dice che Tel Aviv stia “riprogrammando” il sospeso viaggio della delegazione a Washington, sospesa dopo il voto ONU?

* Ripreso da Pierluigi Fagan-Complessità
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