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Papa Francesco fa quello che deve fare un papa, cioè parlare di pace e offrirsi per una mediazione, proprio nel momento che si torna a parlare prepotentemente di putiniani e allargamento del conflitto, e fioccano le polemiche. Ma il circo mediatico-politico riuscirà prima o poi a togliersi il colapasta dalla testa?
Papa Francesco che parla di pace? Ma chi è sto tizio vestito di bianco?
È davvero inconcepibile per i ripetitori automatici della narrazione bellicista, i Molinari e Iacoboni vari, con lo scolapasta in testa e la tuta mimetica felpata, da dietro le scrivanie, che Papa Francesco usi un paradigma differente sulla pace e la guerra inclusivo del valore della salvezza delle vite.
Ma cosa ha detto di così terribile il Pontefice? Rileggiamo il suo intervento:
“Non abbiate vergogna di negoziare prima che la cosa sia peggiore. Il più forte è chi vede la situazione, chi pensa al popolo, chi ha il coraggio della bandiera bianca. La parola negoziare è coraggiosa. Non è una resa. Se vedi che sei sconfitto, che le cose non vanno, devi avere il coraggio di negoziare. Sì, hai vergogna, ma con quante morti finirà? Negoziare in tempo, cercare qualche Paese che faccia il mediatore. Nella guerra in Ucraina ce ne sono tanti. La Turchia, altri… E io sono qui… La guerra è una pazzia… C’è chi dice: è vero, ma dobbiamo difenderci. E poi ti accorgi che hanno la fabbrica degli aerei per bombardare gli altri. Difendersi no: distruggere… C’è sempre qualche situazione geografica o storica che provoca una guerra… Può essere una guerra che sembra giusta per motivi pratici. Ma dietro una guerra c’è l’industria delle armi che significa soldi. Guardiamo la storia, le guerre che abbiamo vissuto: tutte finiscono con l’accordo”.
Da oltre un secolo il magistero dei papi sulla guerra – qualsiasi conflitto – è chiaro ed esplicito: meravigliarsi (o peggio scandalizzarsi e offendere) dinanzi alle parole di Bergoglio sulla necessità del negoziato è paradossale.
Che lo facciano le orde di troll atlantisti online è frutto dei tempi, ma che lo facciano ‘giornalisti’, ‘opinionisti’ e ‘politici’ è frutto di ipocrisia e malafede.
Quanti migliaia di morti bisogna avere ancora per avere “il coraggio del negoziato”? Il Pontefice prova a rianimare la speranza, mentre i leader politici nell’Ue aizzano la catastrofe. insistono con la retorica della ragione astratta e dell’ottusità guerrafondaia.
Una fermezza del rigore cieco e pure un po’ ipocrita. Guardare a Gaza per conferma.

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