Addio a Gianni Cavina, morto a 81 anni, attore bolognese la cui carriera è legata al regista Pupi Avati.
Gianni Cavina, talento bolognese al servizio di Pupi Avati
Dici Cavina e ti viene in mente Avati, dici Avati e ti appare l’immagine di Cavina. Ben 16 i film che il regista girò con il “suo” attore fino a farne un simbolo del suo cinema, in un sodalizio di bolognesità ma soprattutto di professionalità.
Fisico imponente, voce calda, gli si addice il topos “attore dai mille volti”, poteva interpretare qualsiasi ruolo e lo ha fatto, spaziando dal grottesco all’horror, dal poliziesco alla commedia. Di ciò potete leggere ovunque, per cui provo a ricordarlo per qualcosa di diverso: un paio di film di cui forse Cavina non andava fiero, ma che giustamente fece, ché l’attore vero non rifiuta mai nulla.
Il trash: “San Pasquale Baylonne protettore delle donne” (1976)
Siamo nel pecoreccio assoluto, regia di mestiere (Luigi Filippo D’Amico), il protagonista Lando Buzzanca è un rustico santone -soprannominato “Il femminario” che dispensa rimedi d’amore a villiche ciociare (probabilmente il milieu preso a riferimento è quello di “Per grazia ricevuta” del 1971, di con Nino Manfredi, ben altra cosa), Gianni Cavina è il suo antagonista nei panni del mago di Bagnacavallo, che si sfracella al suolo cadendo dal campanile durante un’esibizione di levitazione. (Vado a memoria perché il film purtroppo è introvabile.)
Comunque soggetto e sceneggiatura di Castellano e Pipolo, musiche di Guido e Maurizio De Angelis, cast di livello, il cinema di quegli anni era una specie di paradiso in terra per chiunque ci lavorasse.
La commediaccia all’italiana: “Cornetti alla crema” (1981)
Dirige Sergio Martino, un’autorità nel campo. Domenico Petruzzelli (Lino Banfi) è il compassato titolare di una sartoria per ecclesiastici; Gabriele Arcangeli (Gianni Cavina) è il suo migliore amico e vive al piano di sopra, donnaiolo scatenato; c’è Edwige Fenech nei panni -si fa per dire- della bonona concupita da tutti; il film si regge sulle di lei nudità e su equivoci e colpi di scena da pochade. Cavina riesce bene anche in un ruolo in cui sarebbe stato perfetto -per farvi capire di che si tratta- il suo concittadino Andrea Roncato.
https://www.youtube.com/watch?v=H0wpRW5_4Bc
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