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martedì 25 Gennaio 2022
SportCalcioMaurizio Sarri rompe il silenzio sulla Juventus: 'Sbagliai a lasciare il Chelsea...'

Maurizio Sarri rompe il silenzio sulla Juventus: ‘Sbagliai a lasciare il Chelsea…’

Maurizio Sarri: “Il mio scudetto non festeggiato. Sapevo da ottobre che mi avrebbero mandato a casa. Errore clamoroso lasciare il Chelsea e tornare in Italia. Gestire Ronaldo è difficile, è una multinazionale”.

Maurizio Sarri rompe il silenzio sulla Juventus

Il nuovo allenatore della Lazio, Maurizio Sarri, intervistato a Sportitalia da Alfredo Pedullà ha toccato diversi argomenti, ma la parte più corposa è stata dedicata alla sua ex squadra: il comandante s’è tolto diversi sassolini dalle scarpe ricordando la sua esperienza con la Juventus, confermando che il rapporto con i bianconeri non è mai decollato.

“A metà ottobre 2019 ho fatto una riunione con lo staff e ho chiesto di fare una scelta: andiamo dritti per la nostra strada e andiamo a casa tra 20 giorni o facciamo qualche compromesso e proviamo a vincere il campionato sapendo che andremo comunque a casa? Abbiamo scelto di provare a vincere il campionato”.

La missione fu compiuta ma non cambiò le carte in tavola

“Lo scudetto vinto con la Juve è stato dato per scontato all’esterno e forse un po’ anche all’interno. Lo abbiamo vinto senza nemmeno festeggiarlo: ognuno è andato a cena per conto suo. Ora ho visto che hanno festeggiato un quarto posto, l’anno giusto per andare alla Juve è questo, dopo la quarta piazza”. 

“Con i dirigenti della Juve c’erano normali discussioni. Non mi è piaciuto che la squadra abbia mollato dopo aver vinto lo scudetto. La squadra doveva assolutamente sparare al massimo fino alla fine del campionato per presentarsi poi pronta alla gara di Champions con il Lione.

Altro punto dolente, al gestione di Cristiano Ronaldo.

“La gestione di Ronaldo non è semplice: è una multinazionale, ci sono interessi personali che vanno conciliati con quelli della squadra. E’ una situazione difficile da gestire. Io mi considero un allenatore e non un gestore, mi diverto molto di più in campo. Ronaldo ha più di 200 milioni di follower sui social, è qualcosa che va oltre la singola società e la squadra. Poi, ovviamente, Ronaldo alla fine dell’anno i numeri li porta”.

Tabù Champions Juventus-Porto 3-2, bianconeri a casa. Il Pagellone

Alla domanda se lui avrebbe rinunciato a Ronaldo, la risposta è chiara:

“Se ci sono esigenze di bilancio e bisogna abbassare il monte ingaggi, meglio rinunciare ad un solo giocatore e non a 5-6. Poi, se c’è Ronaldo, va fatta una squadra molto adatta a Ronaldo”.

La conclusione è dedicata ad Andrea Pirlo e al suo addio al Chelsea.

“L’effetto Guardiola ha fatto tanti danni, un’eccezione è diventata la regola: si rischia di bruciare ragazzi che tra 2-3 anni sarebbero grandi allenatori con un pizzico di esperienza in più. Sulla scelta di Pirlo, bisogna chiedere ai dirigenti della Juventus”.

Non è il fallimento di Pirlo ma di chi ha inventato Pirlolandia

“Mi sono divertito molto a Napoli e gli ultimi mesi al Chelsea”. Lasciare Londra nell’estate 2019 “è stato un errore clamoroso. Abramovich in quell’anno non poteva rientrare in Inghilterra, la situazione era complessa. Quando sono andato via, il club ha comprato giocatori giovani che avrei potuto allenare: Werner, Havertz, Zyech, Mount. Tutti giovani dinamici e tecnici, adatti al mio modo di giocare. Il mio è stato un errore clamoroso di valutazione”.

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Actarus
Alleva cavalli, guida astronavi, combatte per l'umanità, appassionato di sport e malato di calcio.

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