Genoa 1992, la cavalcata europea dei ragazzi di Bagnoli

Nel 1992 il Genoa guidatio da Osvaldo Bagnoli, il mago della Bovisa, visse lo splendido sogno della Coppa UEFA. Dopo aver espugnato Anfield Road, la tana del mitico Liverpool, il Grifone si fermerà solo davanti all’Ajax di Van Gaal.

Genoa 1992, il sogno europeo sfiorato

Quando sei la squadra più antica d’Italia 8 mesi della tua storia possono essere nulla. Non nel caso del Genoa, classe 1893, che nella stagione 1991/92 ha vissuto una splendida avventura.

Sono stati 8 mesi esaltanti, di autentica passione, di un calore mai visto, di un entusiasmo che ha trascinato la squadra rossoblu ad un passo dall’epica impresa.

Nell’estate del 1991, con un Genoa reduce da un quarto posto storico, reso beffardo dallo scudetto vinto dalla Sampdoria, la squadra rossoblu vuole essere protagonista in Europa e non avere un ruolo di semplice comparsa.

Il presidente Spinelli conferma il blocco la rosa. Squadra che conta il compianto e mitico difensore Signorini, centrocampisti del calibro di Ruotolo, Bortolazzi ed Eranio, che avrà un ruolo da protagonista nel Milan, e la coppia goal formata dal gigante Thomas Skurhavy e dall’uruguagio Pato Aguilera.

E poi c’era lui, il mitico Osvaldo Bagnoli, il mago della Bovisa, l’uomo che aveva regalato lo scudetto più clamoroso della storia del nostro calcio, guidando il Verona nella stagione 1984\85.

Genia 1992, la cavalcata europea dei ragazzi di Bagnoli
Osvaldo Bagnoli

Inizia la corsa UEFA

Il sorteggio vuole che l’esordiente Genoa trovi sul suo cammino un’altra squadra esordiente, il Real Oviedo. La partita di andata, in terra di Spagna, si rivela stregata per il Grifone, anche per l’arbitraggio decisamente casalingo.

I rossoblu vengono sconfitti 1-0 con un goal roccambolesco di Bango al minuto 89′. Al ritorno, di fronte a 40000 spettatori, il Genoa parte benissimo e va in vantaggio con Shurhavy. Uno svarione della difesa permette il pareggio agli iberici che in questo momento sono qualificati. Al Genoa servono due goal per passare il turno. Il 2-1 è segnato da Caricola ed al 89′ Shurhavy segna il goal qualificazione.

Il secondo turno regala al Genoa la sfida contro la Dinamo Bucarest. La squadra del Ministero dell’Interno rumeno viene facilmente travolta sul terreno del Ferraris con un perentorio 3-1. Al ritorno il Grifone impone da subito il suo gioco e va facilmente sul 2-0. Nel secondo tempo la squadra si rilassa e viene raggiunta nel finale e la partita finisce 2-2.

Il terno turno regala l’altra squadra di Bucarest la Steaua. Sorteggio che non viene accolto con molto entusiasmo nell’ambiente rossoblù. Qualcuno sperava in un sorteggio con qualche squadra blasonata. Comunque all’andata è una vittoria fuori casa per 1-0. Con strepitosa prestazione del portiere Berti e dell’esperto Collovati. Al ritorno Aguilera firma nuovamente l’1-0 e la pratica Steaua viene archiviata.

Genia 1992, la cavalcata europea dei ragazzi di Bagnoli
Genoa 1991/92

Sfida all’Anfield Road

Siamo ai quarti di finale. Traguardo impensabile anche per il genoano più sfegatato. Il sorteggio regala il Liverpool. Gli inglesi hanno appena festeggiato il centenario e fanno visita alla squadra più antica d’Italia. A questo aggiungiamo le radici inglesi del Genoa e due città che hanno nel porto il loro polmone economico e tutte e due sono attraversate da una crisi galoppante. La gara di andata si gioca a Genova il 4 marzo.

La squadra di Bagnoli, per niente intimorita dal blasone del Liverpool, prepara con assoluta tranquillità la gara. Alle 20:30 inizia la partita tanto attesa. Il Genoa subisce il possesso di palla inglese ma è lui a creare le poche occasioni da goal. Con una di queste, a fine primo tempo, Fiorin porta in vantaggio i genovesi.  Nel secondo tempo il Genoa, galvanizzato dal vantaggio, continua ad attaccare e a due minuti dalla fine, con il brasiliano Branco, trova il goal del 2-0.

Il ritorno si gioca il 18 marzo. La domenica precedente il Genoa era impegnato nel derby che si concluse 2-2. La squadra parte alla volta dell’Anfield Road con 4000 tifosi al seguito. L’atmosfera è magica.

Sugli spalti cori da brivido, in campo una pugna corretta e vibrante. Il Genoa resiste al forcing dei Reds e passa in vantaggio al minuto 27′ con Aguilera. Questo goal spezzerebbe qualunque squadra ma non il Liverpool, che continua ad attaccare a testa bassa, e solo un Braglia superlativo impedisce il goal.

Nulla può quando ad inizio ripresa viene superato da Rush. Il Liverpool riprende coraggio ed è un assedio. Braglia salva il parabile e l’imparabile.

Al minuto 72′, in un classico contropiede. Aguilera segna il goal del nuovo vantaggio del Grifone. Questo goal smorza definitivamente ogni velleità degli inglesi ed il Genoa porta a casa una vittoria storica. Semifinale.

Genia 1992, la cavalcata europea dei ragazzi di Bagnoli

I lancieri di Van Gaal

Ormai il Genoa non teme nessuno, anzi Bagnoli si augura di avere l’Ajax, le altre erano Real Madrid e Torino. E verrà accontentato. Probabilmente, a posteriori, era la squadra da evitare l’Ajax di Van Gaal, per qualità ed organizzazione in campo. Alla vigilia della partita scoppia la grana dei premi. Spaccatura tra squadra e società.

I giocatori producono un durissimo comunicato a cui la società risponde altrettando duramente. In questo clima, non certo idilliaco, viene preparata la partita. Andata al Ferraris, stadio strapieno, la nebbia dei fumogeni non è del tutto diradata che gli olandesi sono in vantaggio. Sono passati meno di 60 secondi di orologio.

Il Genoa reagisce e va all’attacco, colpisce un palo interno con Shurhavy. Ma passa ancora l’Ajax grazie ad un goal di Roy complice una dormita della difesa rossoblù. Ma è ancora Genoa, mai domo, e Aguilera con una doppietta porta il risultato sul 2-2. Le squadre continuano a darsi battaglia ma l’esperienza degli olandesi ha la meglio e a 1 minuto dalla fine Winter vanifica la rimonta del Genoa. Finisce 2-3.

Al ritorno è d’obbligo una vittoria e Aguilera è squalificato. La tattica della partita ad Amsterdam è colpire in contropiede e sperare di andare in vantaggio. Al posto di Aguilera gioca Iorio ed il Grifone va in vantaggio in una classica azione da contropiede.

Ad inizio ripresa tutto viene vanificato da un calcio di punizione battuto malissimo. Il contropiede questa volta è dell’Ajax e Bergkamp segna il definitivo 1-1 che spegne i sogni di gloria dei genoani. L’avventura termina con i giocatori rossoblu sotto la curva dei propri tifosi a ringraziarli per lo straordinario affetto dimostrato.

Dall’esordio di Oviedo sono passati otto lunghi ed indimenticabili mesi. I mesi più esaltanti della storia moderna del Genoa. E’ stato il momento più alto della storia del Genoa. Neppure il Genoa di Milito e Thiago Motta, con Gasperini in panchina, ha sfiorato un titolo. E parliamo di un titolo europeo e di una Coppa Uefa ancora prestigiosa e molto competitiva.

Nelle stagioni successive la squadra venne smantellata, ripresero i campionati a lottare per salvarsi e nella stagione 1994/95 il Genoa torna nuovamente in serie B. Serie B che abbandonerà nel campionato 2006/07. Con una parentesi in serie C nel campionato 2005/06. Un inferno durato 11 anni, 4015 giorni, 96360 ore.

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Enrico Zerbo

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Ligure, ama i gatti, la buona cucina e le belle donne. L'ordine di classifica è a caso. Come molte cose della vita. Antifascista ed incensurato.
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