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martedì 27 Luglio 2021
SportCalciatori improponibili: Francisco Chagas Eloia detto Eloi

Calciatori improponibili: Francisco Chagas Eloia detto Eloi

Funamboli incompresi, diversamente idoli,  sono gli improponibili del rettangolo verde. Oggi celebriamo Francisco Chagas Eloia detto Eloi, meteora del Genoa.

Eloi, stella mancata del Genoa

Antefatto. Milano 23 giugno 1981 si gioca la prima edizione del Mundialito per club organizzato da Canale 5. Si affrontano Milan e Santos. Il Milan è in vantaggio per 1-0 quando il Santos pareggia e ribalta il punteggio grazie a due goal di un trequartista di nome Eloi.

Estate 1983. Sono passati due anni da quella sera ma le gesta di Eloi non vengono dimenticate. Diversi club italiani sono interessati all’ingaggio del giocatore brasiliano.

La spunta il Genoa di Fossati che per ingaggiarlo cede il belga Vandereycken all’Anderlecht. Firma un triennale con un ingaggio di 40 milioni l’anno. Probabilmente il brasiliano meno pagato d’Italia, e forse d’Europa, ma Fossati non era certo un Presidente generoso. Sono in 5000 ad attendere Eloi al suo arrivo in Italia.

Lo salutano con lo striscione La tua Torcida. Venne presentato, sempre dal pittoresco Fossati, in modo curioso, più o meno in questo modo: Il suo cognome è Chagas, che vuol dire piaga, ma credetemi non è così.

Non proprio parole che possono accendere l’animo, anche in tifosi caldi come quelli genoani. La critica, sempre molto informata in particolare nella piazza genovese, lo descrisse come una via di mezzo tra Falcao e Zico.

Due nomi a caso tanto per rendere l’idea. Il Genoa era allenato da Gigi Simoni e dopo un paio di mesi cominciarono i primi problemi. Complice la classica saudade, un carattere malinconico, prestazioni della squadra orribili, arrivarono le prime critiche. E neppure la bellissima moglie Aparecida riuscì a scuotere il nostro eroe.

 

Eloi, Genoa-Samp e lo scimpanzè

Qualcuno arrivò a dire che in realtà gli anni che aveva non erano 28 ma almeno 32. Lui si aspettava un altro calcio. Dopo l’ennesima prestazione grigia si lamenterà di ricevere mediamente il pallone ogni 25 minuti.

Nel derby di ritorno i tifosi sampdoriani si fecero prestare, dal circo Medrano, uno scimpanzè a cui fecero indossare una maglia del Genoa con il numero 10. Il numero di Eloi. La squadra perde partite su partite e lui viene relegato in panchina. Si racconta che finita la partita prendesse la sua Peugeot usata -Fossati aveva un concessionario di auto- ed andasse nella sua casa a Bogliasco.

La speranza era di trovare la moglie che pare avesse una vita sociale molto intensa. Lei si era ambientata bene.

A fine campionato le presenze saranno 17 senza goal e la squadra retrocesse in serie B. L’anno seguente, nella serie cadetta, le cose non andarono meglio. Il Genoa non venne promosso.

Le presenze furono nuovamente 17 ed i goal sempre zero. E Aparecida sempre molto impegnata.

Rescissione del contratto e tornò mestamente in Brasile al Botafogo. Ma nell’estate del 1985 ritorna in Europa e viene ingaggiato dal Porto. Vinse, con il Porto, la Coppa dei Campioni edizione 1986/87. Gioca una stagione nel Boavista e torna definitivamente in Brasile dove gioca fino al 1996.

In Brasile viene considerato, ancora oggi, un ottimo giocatore. Non adatto al modo di giocare delle squadre italiane di quel periodo. Il Vasco de Gama, da dove venne ingaggiato, giocava con 4-3-3 e lui era il terzo attaccante a sinistra.

A Genova viene ricordato per l’episodio della scimmia nel derby, per la meravigliosa consorte, e per un coro che gli dedicarono i tifosi blucerchiati: Eloi Eloi vieni a pescare con noi ci manca il verme…

Eloi, la scheda

  • squadra: Genoa
  • stagione: 1983/1985
  • ruolo: centrocampista
  • presenze: 34
  • goal: 0
  • la frase: “In Brasile pallegiavo con i limoni”

 

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Enrico Zerbo
Ligure, ama i gatti, la buona cucina e le belle donne. L'ordine di classifica è a caso. Come molte cose della vita. Antifascista ed incensurato.

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