Esiste ancora il pugilato? Rispetto agli sport cosiddetti maggiori è poco presente sui circuiti televisivi, ma lontano dalle telecamere ci sono atleti e appassionati, palestre e tifosi, e ci sono ancora le riunioni con i titoli in palio, come quella che a Montpellier ha visto Pietro “The butcher” Rossetti strappare il titolo UE dei pesi welter a Mohamed Kani.
Montpellier, Rossetti liquida Kani in due riprese ed è campione UE dei pesi welter
In una serata di sport in televisione oltre all’onnipresente calcio potete vedere di tutto: campionato gallese di rugby, biliardo, MMA, badminton, gare NASCAR, pallamano (mancano solo la pentolaccia e le gare di pernacchie fatte con la mano sotto l’ascella, ma credo che rimedieranno presto). Se però volete vedere un incontro di boxe di un promettente pugile italiano che si reca oltralpe per tentare la conquista di un titolo (un titolo vero), dovrete cominciare dal pomeriggio a scandagliare il web sperando che qualche appassionato come voi si sia recato in loco e trasmetta qualcosa via social.
Così è stato, grazie ai ragazzi di Fighters Life, che coprono spesso il territorio nazionale e che stavolta si sono appoggiati a riprese di fortuna fatte da un loro “inviato”. (Ho detto ragazzi, ma Alberto Frati e Massimiliano Maone sono dei veri professionisti del broadcasting sportivo, hanno inventato dal nulla la loro attività e trasmettono incontri con grande qualità audio e video a dispetto delle condizioni spesso difficili dei palazzetti italiani, che sono quasi sempre palestre più o meno grandi con un ring montato nel mezzo).

Al gong inizia il capolavoro tattico di Rossetti
Quando un pugile è un picchiatore non vuol dire che va avanti a testa bassa come un ubriaco in una rissa. Kani (21-3-0) ha fatto segnare kg 66,3, Rossetti (16-1-0) 66 kg, il nostro è più basso di circa 7 cm e infatti si vede subito che l’allungo di Kani (in guardia destra) è maggiore e quindi potenzialmente pericoloso.
E Rossetti che fa? Usa il jab solo come antenna per capire che succede lì davanti e colpisce con ganci alti e colpi al corpo, col destro e col sinistro, c’è spazio pure per qualche montante al mento sulla corta distanza; è veloce ma non frenetico, determinato ma prudente, e già al primo round Kani va al tappeto.
Si rialza subito e ricomincia, Pietro non si fa prendere dalla frenesia (freddezza da vero campione, bravo) e continua a martellare. Nel secondo round Kani si copre i fianchi coi gomiti –tipo corazza di armadillo– e prende ganci in testa, si copre sopra e becca mazzate all’addome, quando manca una manciata di secondi al gong Rossetti lo pizzica con un doppio gancio destro che lo spegne per un attimo: Kani abbassa la guardia, destro-sinistro di Rossetti, e buonanotte. Complimenti a Pietro e ai suoi maestri Italo Mattioli e Luigi Ascani, chi conosce il pugilato sa che per costruire 6 minuti così servono mesi di lavoro in palestra (e anni di coaching a 360°, che non è da tutti).

Una dura lezione…
… ma non per Kani, che ha fatto coraggiosamente il suo match al meglio che poteva contro un avversario stasera imbattibile: no, è una dura lezione per i mass media, i quali non credono che questo meraviglioso sport meriti più attenzione, e si perdono eventi di alto livello. Dicono che la gente non lo guarda più: e come potrebbe, visto che le TV non lo mandano in onda? Nel campo dell’intrattenimento comanda l’offerta, non la domanda: trasmettete i match, pubblicizzateli, mettete commentatori competenti e vedrete che il pubblico arriva. Soprattutto quando ci sono pugili come Rossetti.

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