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venerdì, Luglio 1, 2022

Space X: Turismo spaziale, spazzatura spaziale e nomi, cose, città…spaziali

Satelliti, ricognitori, stazioni orbitanti e ora anche il turismo astrale per miliardari di Space x: lassù comincia a farsi affollato…

Turismo spaziale, spazzatura spaziale e questioni cose spaziali

È atterrata, anzi, ammarata, più di una settimana fa fa la capsula spaziale Crew Dragon di SpaceX per la missione Inspiration4, partita con a bordo quattro civili, nessun astronauta.

Il suo volo cosmico si è concluso nelle acque dell’Oceano Atlantico, al largo della Florida, ammorbidito dai paracaduti e accompagnato da plausi entusiasti.

È il secondo volo turistico nello spazio, il primo fu quello di Blue Origin, a luglio, a cui partecipò anche Jeff Bezos, ma che si componeva pure di un equipaggio di astronauti.

E sempre a luglio, Richard Branson, il fondatore della Virgin, era partito col suo Virgin Galactic per un viaggio suborbitale, anche se ora i voli della sua compagnia risultano sospesi.

Insomma, lassù comincia a farsi affollato.

Space X: Turismo spaziale, spazzatura spaziale e nomi, cose, città...spaziali

Miliardari tra le stelle

A spingere la Crew Dragon nella volta celeste è stato il Falcon9, poi tornato sulla superficie terrestre, il 16 settembre scorso, mentre la capsula ha raggiunto i 580km di quota. Numeri che non si toccavano dai tempi della Missione Apollo.

Dopo il suo rientro SpaceX ha ricevuto centinaia di richieste – dai multimiliardari terrestri – per i prossimi viaggi spaziali turistici. Solo cinquantadue anni fa l’uomo conquistava la luna, ora si pensa a come renderla un’esperienza di massa. O quasi. Secondo le voci pare che al momento un biglietto per guardare il mondo da un oblò costi qualche decina di milioni di dollari.

Elon Musk non ha mai fatto mistero dei suoi progetti: da anni lavora ad una navicella spaziale che possa accogliere molte più persone, in modo da rendere i prezzi più accessibili: la Starship, il bus del futuro che si propone di portare i turisti su Marte, e il cui costo del biglietto è stimato 100.000 $.

“A stare a sentire certi cervelli limitati (mai aggettivo è stato più adatto), l’umanità sarebbe rinchiusa in un cerchio di Popilio che mai essa riuscirebbe a superare, essendo condannata a vegetare su questo globo senza alcuna speranza di slanciarsi un giorno negli spazi planetari! Sciocchezze! Si andrà sulla Luna e poi sui pianeti e sulle stelle come oggi si va da Liverpool a New York, facilmente, rapidamente, sicuramente, e l’oceano atmosferico sarà tra breve attraversato come gli oceani terrestri”. Così scriveva Jules Verne nel 1865.

Space X: Turismo spaziale, spazzatura spaziale e nomi, cose, città...spaziali

E mentre l’uomo conquista, l’universo si riempie di spazzatura.

Secondo un articolo di Internazionale la questione dei rifiuti in orbita è un fatto talmente grosso che le missioni spaziali si avvalgono di radar speciali che tracciano la rotta dei detriti, anche i più piccoli oggetti possono infatti causare gravi danni alle navicelle e dunque essere in grado di monitorarne il movimento rappresenta una preziosa risorsa. Al momento gli Stati Uniti detengono il database di rifiuti più aggiornato del mondo e questo preoccupa molto gli altri Paesi che si spingono tra le stelle: il timore è che un giorno questa accessibilità venga negata.

Inoltre, dalla Terra, non è possibile tracciare ogni piccolo oggetto, specie quelli che orbitano oltre l’esosfera, dunque si sta pensando di costruire altri satelliti dotati di telecamere telescopiche speciali in grado di individuare anche i rifiuti più lontani.

Questa spazzatura che galleggia intorno al nostro pianeta è ovviamente la conseguenza delle missioni spaziali e delle Stazioni orbitanti, eppure fa specie pensare che un luogo così lontano, così sconosciuto, già faccia i conti col nostro passaggio.

Dopo aver inquinato mari e boschi di tutto il globo, procederemo, senza il minimo scrupolo, ad avvelenare il prossimo corpo celeste a nostra portata? Nel giro di qualche anno piazzeremo su Marte il primo resort extra-terrestre-extra-luxury targato SpaceX?

Invero il progresso tecnologico e scientifico ha permesso di arrivare là dove fino ad un secolo prima l’uomo poteva solo spingersi con la sua immaginazione, ma a che servirà mai tutto questo progresso se non è accompagnato da una crescita interiore? Tocchiamo con sicurezza i punti più alti dello spazio, ma non osiamo confrontarci con quanto c’è di più basso e bieco nell’uomo.

Il pianeta su cui viviamo è stato devastato dalla specie umana, l’impatto del nostro stile di vita sempre più confortevole è distruttivo per l’ambiente, le industrie e le multinazionali – come quelle che ora si affrettano a lanciarsi verso il Pianeta Rosso – contribuiscono ogni giorno a intossicare il globo terrestre, allora forse, prima di programmare il prossimo lancio turistico in orbita, potremmo fermarci un attimo a pensare.

Oltre alle palate di soldi che entreranno nelle tasche di chi metterà in orbita il primo bus spaziale, oltre alla soddisfazione dell’ego di questi personaggi, oltre ai selfie dei turisti, oltre all’esperienza “spaziale” di chi potrà permettersi quei biglietti, cosa pensiamo di fare una volta arrivati su Marte? E, soprattutto, chi ha il diritto di decidere il destino di Marte?

Quel gigante rosso che gravita a milioni di chilometri da noi dovrebbe appartenere a tutti e a nessuno. E sarebbe doveroso, prima di lanciarci verso altri pianeti, cominciare a prenderci le responsabilità dei nostri gesti ora, oggi, qui, sulla Terra.

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Alessandra Spallarossa
Alessandra Spallarossa
Laureata in Mediazione Linguistica alla Sapienza, per vivere lavora come consulente di comunicazione a Roma, per passione scrive, legge e insegna yoga. Ha pubblicato il romanzo "La luna crescente" (Emersioni, 2020)

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