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sabato 24 Luglio 2021
PanBasta con le bombe d'acqua, è maltempo e va gestito

Basta con le bombe d’acqua, è maltempo e va gestito

La narrazione straordinaria dell’evento meteorologico non crea le condizioni per affrontare seriamente il problema. Non sono bombe d’acqua è maltempo da gestire.

Il maltempo visto attraverso i media

Visto che le parole sono ancora importanti, cominciamo dalle parole. Questi sono solo alcuni titoli sul maltempo che ha attraversato la penisola nel mese di novembre:

  • Bomba d’acqua su Lavinio, la strada diventa un fiume (il Tempo)
  • Bomba d’acqua ad Anzio e Nettuno: strade allagate (il Messaggero)
  • Crotone, bomba d’acqua sulla città: strade e case allagate (il Gazzettino)
  • Maltempo, bomba d’acqua sul Cilento (Corriere della sera)
  • Bomba d’acqua su Anzio e Nettuno, strade e negozi allagati (Fanpage)
  • Bomba d’acqua devastante a Bitti in provincia di Nuoro (Btm)
  • Bomba d’acqua in Sardegna crea un disastro (Btm)
  • Salento, bomba d’acqua nella notte (Antenna Sud) 
  • Bomba d’acqua a Matera, allagamenti ovunque (U.S.Basilicata)
  • Bomba d’acqua si è abbattuta nella notte a Napoli e in provincia (Telecapri)
  • Maltempo capitale su Roma, una bomba d’acqua si scarica in città (Roma Notizie24)

Oramai ci siamo abituati a questa narrazione straordinaria dell’evento meteorologico ma ciò non vuol dire che sia corretto. Non chiamatela bomba d’acqua: farà più effetto, ma la parola tecnica corretta è nubifragio. E no, per l’appunto, non possiamo mostrarci sorpresi.

E anche le frasi che accompagnano questi fenomeni, di segno opposto tra loro, alimentano confusione. Come quando si dice che l’Italia si sta tropicalizzando. Il fenomeno del cambiamento climatico non riguarda soltanto il surriscaldamento del Mediterraneo ed è un dato certo e incontrovertibile.

Ma nemmeno col sarcasmo depotenziante del  vabbè, siamo a novembre e di solito piove, perché basterebbe semplicemente l’osservazione di buon senso che si basa su un passato che si è già irreversibilmente modificato.

I nubifragi di queste settimane sono solo gli ultimi di una lunga serie di nubifragi intensi, violenti e rapidi che in questi anni hanno colpito l’Italia, e ripetere ai Tg il mantra del record di millimetri di pioggia è un ritornello che ogni anno si aggiorna con un dato sempre più alto.

Basta poi allargare la prospettiva per scoprire, ad esempio, che nelle stesse settimane di novembre il Giappone era funestato da piogge torrenziali che hanno provocato decine di morti e disastri ancora non quantificabili.

Basta con le bombe d'acqua, è maltempo e va gestito

Maltempo e gestione ordinaria

Eventi del genere continueranno a succedere, in maniera imprevedibile e possente. Si tratta di uscire fuori da una visione localistica e ragionare in maniera complessiva: nessuna città può dirsi esente e per nessuna classe dirigente possono esistere più alibi. Siamo di fronte a un fenomeno globale che non si può affrontare con i soliti vecchi strumenti di lettura.

Se da una parte il fenomeno della manutenzione ordinaria resta importante e ancora troppo spesso sottovalutato ( la pulizia dei tombini e delle caditoie è da svolgere sempre e non soltanto in occasione di allerte meteo o peggio a danno avvenuto)  dall’altra vale la pena ricordare che il reticolo idrografico italiano è stato sconvolto dall’urbanizzazione  e ogni progetto presentato in questi anni, localmente, per mettere mano a questa disfunzione cronica devastante, è rimasto ostaggio della malapolitica. Per non dire altro…

Allo stesso modo, il fatto che ad allagarsi spesso ci siano sempre le stesse zone, pensiamo alla Liguria, il veneto, la Campania, dovrebbe quantomeno far evitare sorprese.

Le città, insomma, devono essere ripensate. Anche banalmente, morfologicamente: come non ci si può stupire se territori senza alberi non riescano poi a far fronte a fenomeni del genere?

Coi cosiddetti eventi estremi bisogna imparare a convivere. Il cambiamento climatico in atto impone scelte radicali e durature e lo Stato italiano è criminalmente inetto per non aver adeguatamente agito contro ila mutazione globale in atto, che pure conosce e riconosce e afferma di voler contrastare.

Si tratta di porre in atto azioni forse non immediate ma di ampio respiro, dimenticando il rendiconto politico immediato ma la scurezza e la salute pubblica non sono merce barattabile.

 

 

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Sira De Vanna
Speaker radiofonica, redattrice, storico dell'arte. Caporedattore per Kulturjam.it

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