La maggioranza approva mozione per possibile ritorno a energia nucleare

Il Parlamento italiano, in sfregio all’elettorato nei due referendum tenuti nel 1987 e nel 2011, riapre al possibile utilizzo del nucleare come fonte energetica “pulita”, con una mozione approvata in Parlamento e appoggiata anche da Renzi e Calenda.

La maggioranza approva mozione per possibile ritorno a energia nucleare

Il documento, approvato dal Parlamento, con una furbata, non inserisce concretamente il nucleare nel mix energetico nazionale, ma impegna il Governo a «valutare l’opportunità di inserire nel mix energetico nazionale anche il nucleare quale fonte alternativa e pulita per la produzione di energia». Prevede, inoltre, come ha scritto Giorgia Audiello su L’indipendente, la necessità di fare campagne d’informazione per favorirne l’accettazione sociale, così come di promuoverne la “cultura” nelle facoltà universitarie che dovranno formare gli esperti del settore.

La mozione, continua la Audiello – a prima firma di Alessandro Cattaneo (Forza Italia) – chiede di considerare l’opportunità di intensificare la ricerca nazionale sui reattori di quarta generazione, i cosiddetti Small e Micro Modular Reactor (SMR e MMR); di «adottare ogni iniziativa utile a sostenere le università italiane in questo percorso»; di «valutare in quali territori esteri la produzione nucleare possa soddisfare il fabbisogno energetico nazionale»; e di «adottare iniziative volte ad includere la produzione di energia atomica di nuova generazione all’interno della politica energetica europea».

Il documento – si legge ancora su L’indipendente. chiede inoltre all’esecutivo di «partecipare attivamente, in sede europea e internazionale, a ogni opportuna iniziativa volta ad incentivare lo sviluppo delle nuove tecnologie nucleari» con lo scopo di «includere la produzione di energia atomica di nuova generazione all’interno della politica energetica europea».

Il testo prevede anche «l’opportunità di promuovere e favorire lo sviluppo di accordi e partnership internazionali tra le società nazionali e/o partecipate pubbliche e le società che gestiscono la produzione nucleare al fine di poter soddisfare il suddetto fabbisogno nazionale». 

L’atto parlamentare è passato con i voti del centrodestra, ma anche con quelli di Azione e Italia Viva, incassando il plauso del ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, e del viceministro Vannia Gava, i quali hanno ringraziato il Parlamento per «aver dato un indirizzo preciso al Governo». Calenda ha commentato la mozione parlando su Twitter di «Un passo avanti nel tentativo di smantellare la narrazione ideologica e demagogica contraria all’utilizzo di questa tecnologia». «Avanti così. Senza il nucleare è impossibile raggiungere la neutralità climatica entro il 2050», ha detto il leader di Azione.

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