USA, Israele e l’iranizzazione della crisi: e se arrivasse l’ombrello nucleare russo?

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In Medio Oriente l’obiettivo finale di Israele e USA sembra essere l’eliminazione dell’Iran come attore regionale rilevante. In risposta, Teheran ha dovuto sviluppare strategie di resistenza e consolidare alleanze chiave, in particolare con la Russia, per contrastare questi tentativi.

Israele, USA e l’iranizzazione della crisi

Israele e Stati Uniti, nelo loro abbraccio strategico, stanno mettendoa  ferro e fuoco l’intero Medio Oriente, giocando al ruolo di “poliziotto buono e poliziotto cattivo”, con il dettaglio che il gendarme buono che chiede all’altro moderazione, contemporaneamente gli fornisce armi, logistica, fondi. E i due alleati hanno dimostrato di essere disposti a mettere in campo ogni risorsa per ridurre l’Iran a una condizione di potenza limitata e destabilizzata, simile a quella dell’Iraq post-invasione.

Tuttavia, mentre gli USA possono permettersi un impegno prolungato grazie alle loro risorse finanziarie e militari, il peso di un conflitto totale per l’Iran è considerevole. Da un conflitto non potrebbe ricavare nessun obiettivo realistico, dunque può solo resistere per esistere.  Da qui l’approccio di misurare con attenzione le risposte da dare, volte a mantenere aperta la possibilità di un “raffreddamento” del conflitto.

Teheran è consapevole di non poter resistere a lungo a un attacco convenzionale combinato di USA e Israele senza un sostegno esterno significativo. Tuttavia, la sua posizione geostrategica e il suo ruolo economico e politico nella regione sono cruciali per potenze come Russia e Cina, che vedono nell’Iran un partner indispensabile per il loro accesso alle risorse energetiche e come baluardo contro l’influenza occidentale nella regione.

Il ruolo strategico dell’Iran per Russia e Cina

Per la Russia e la Cina, la sopravvivenza dell’Iran come attore regionale è fondamentale. Teheran è uno snodo centrale per le loro ambizioni commerciali ed energetiche, in particolare per le forniture di gas e per le rotte commerciali che attraversano la regione. Un Iran indebolito o “irakizzato” rappresenterebbe una grave battuta d’arresto per le ambizioni di lungo termine di Mosca e Pechino.

Nell’ultimo mese, incontri ad alto livello tra i leader iraniani e quelli di Cina e Russia, tra cui il ministro degli Esteri cinese Wang Yi e il primo ministro russo Mishustin, hanno confermato l’importanza di mantenere stabile la posizione dell’Iran.

La prospettiva di un Iran destabilizzato rappresenta non solo un rischio per la sicurezza regionale, ma anche una minaccia diretta alle aspirazioni dei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica).

Le opzioni militari della Russia: il supporto nucleare

Se diplomaticamente Russia e Cina non possono fare molto contro l’offensiva occidentale, il ruolo di Mosca nell’equilibrio della regione potrebbe assumere una dimensione militare.

Tuttavia, l’impegno russo in Ucraina limita la capacità di inviare un ingente flusso di armamenti convenzionali all’Iran. Questo riduce la possibilità di un intervento diretto come quello in Siria, dove la Russia ha stabilito basi militari e fornito supporto strutturale a lungo termine.

A fronte di queste limitazioni, emerge l’ipotesi di un supporto meno convenzionale ma potenzialmente decisivo: la fornitura di armi nucleari tattiche da parte della Russia all’Iran.

La difficoltà logistica e tecnica di tale operazione è elevata, dato che richiede non solo la consegna fisica delle armi, ma anche la presenza di tecnici esperti e il mantenimento della massima segretezza. Tuttavia, come suggerito nel testo, questa mossa potrebbe rappresentare un “game changer” per l’equilibrio della regione.

La disponibilità da parte dell’Iran di armi nucleari anche di tipo tattico creerebbe un nuovo equilibrio di deterrenza, simile a quello della Guerra Fredda. Un test nucleare iraniano servirebbe da segnale inequivocabile della capacità di Teheran di infliggere danni irreparabili a Israele o a basi americane nella regione.

Questa minaccia potrebbe essere sufficiente a dissuadere Israele e gli USA dall’intraprendere azioni militari finali contro l’Iran.

La logica della deterrenza nucleare

L’idea che il rispetto internazionale e la stabilità regionale passino attraverso la minaccia dell’annientamento reciproco è una realtà crudele, ma rappresenta il contesto attuale delle relazioni internazionali.

La prospettiva di un Iran dotato di armi nucleari, anche solo a livello tattico, ricalcherebbe la logica di equilibri di deterrenza che hanno prevenuto conflitti su larga scala tra grandi potenze per decenni.

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Alex Marquez
Alex Marquez
Corsivista, umorista instabile.

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