Ucraina, arriva il generale inverno sulla guerra

Il nemico più temuto si annuncia: il generale inverno, con 10 milioni di ucraini al freddo. Col disgelo di primavera che promette anche di peggio sul piano militare. Il punto di Ennio Remondino per Remocontro*

Il generale inverno: ora la guerra del gelo con la prima neve a Kiev ad annunciarla

Arriva il generale inverno, il più crudele che non distingue tra buoni e cattivi, tra combattenti e civili indifesi. E contro cui non servono armamenti sofisticati forniti da amici interessati. Medie invernali in Ucraina a -15, mentre il 40% delle strutture per produrre e distribuire energia elettrica e gas sono state colpite.

Previsione, 10 milioni di ucraini al freddo. Tattica di guerra dei russi in ritirata verso postazioni invernali più difendibili e contro cui diventa impossibile la vittoria finale invocata da Zelensky. Col disgelo di primavera che promette anche di peggio sul piano militare.

Ed ecco che Usa e Russia, dopo aver rischiato la terza guerra mondiale per quel missile ucraino che ha ucciso in Polonia, si incontreranno al Cairo per cercare una qualche via d’uscita da un pantano già costato troppo in vita umane e sconvolgimenti politici nel mondo.

Ucraina, arriva il generale inverno sulla guerra
Ucraina, arriva il generale inverno sulla guerra . La neve su Kiev

La guerra vera oltre la propaganda dei trombettieri

Secondo il capo dell’ufficio presidenziale ucraino, Andriy Yermak, i bombardamenti russi sono “tattiche ingenue di perdenti codardi“. Squilli di tromba a campo di battaglia ormai semideserto. Le truppe russe non riusciranno a contrattaccare nei prossimi mesi, ma chi dovrà resistere al gelo sono gli ucraini. «Non risulta altrettanto scontato che la strategia di difesa debba puntare sul martirio», riconosce Sabato Angieri sul Manifesto, ma tenero nei confronti dell’attacco russo. «Non si tratta di spingere gli ucraini alla resa, ma di frapporsi tra la sete di conquista dell’invasore e i suoi bersagli e di spingere i difensori al tavolo da una posizione non subalterna», la versione politica che anche da occidente si cerca di far passare in casa governativa ucraina dove, ogni spazio di ragionevolezza di fronte ad una vittoria totale impossibile, può diventare accusa di tradimento nelle feroci partite di potere interne che la guerra ha soltanto nascosto.

Gli oltranzismi da superare

Risulta evidente che la gestione militare dal neo-comandante delle forze di Mosca in Ucraina, Sergej Surovikin, mira a fiaccare la capacità di resistenza dei civili nei bunker. Riposizionamento militare, l’inverno e l’attesa di rinforzi poderosi, e assieme spazio ad una dispersa ragionevolezza politica, messa ancora pochi giorni fa di fronte al possibile errore che scateni la guerra atomica di fine del mondo.

E anche l’Occidente più oltranzista e anti russo sta maturando atteggiamenti meno assolutistici, anche se per ragioni spesso diverse. Uno, perché la guerra sta diventando troppo costosa per tutti nel mondo. Due, perché l’obiettivo di indebolire politicamente Mosca almeno sul fronte europeo e occidentale, è stato almeno raggiunto.

Tre, perché finalmente appare folle attendere che gli eserciti ucraino e russo si sfianchino fino a decimarsi, come è costretto ad avvertire il capo dei generali americani Mark Milley, che conoscendo le mostruosità della guerra e sapendole valutare, non si ingannare dagli oltranzismi bellici delle politica in retrovia.

Tutta l’Ucraina come il Donbass conteso

L’accordo sul grano che permette le esportazioni dai porti ucraini per altri 120 giorni. «Una notizia vitale per tutti quei popoli che soffrono per la grave crisi alimentare provocata dalla guerra» dice l’Onu. Peccato che da mesi, ci ricorda Angieri, «in ampie parti del Donbass da mesi il cibo arriva solo sui camion degli aiuti umanitari. Già da maggio manca il gas, poi si è aggiunta l’acqua e infine la corrente». Ora che questa condizioni rischiano di colpire anche i civili di Kiev, di Odessa o di Dnipro, che potrà accadere? «In alcune zone dell’est la guerra era già iniziata, seppure in modo discontinuo e con intensità molto minore, nel 2014».

E la parte militare della guerra adesso?

Dopo la liberazione della città di Kherson, per l’Ucraina una vittoria di fondamentale importanza sia simbolica sia militare, avanzare ancora diventa improbabile se non impossibile. Attualmente gli specialisti di cose militari dividono le zone di combattimento in tre fronti.

Un fronte nord, provincia di Luhansk, dove l’esercito ucraino sta avanzando faticosamente. Un fronte centrale, provincia di Donetsk, in cui l’esercito russo che sta avanzando faticosamente. Un fronte meridionale, della provincia di Kherson, che al momento è bloccato. Nella provincia di Donetsk la Russia sta investendo la gran parte del suo capitale politico, rileva il Post, per la conquista completa della provincia, che per ora è divisa a metà tra russi e ucraini.

Mentre la conquista di Kherson, con gli ucraini alle prese con la situazione piuttosto critica della città, che si trova con infrastrutture danneggiate, senza luce né acqua e con il pericolo delle mine lasciate dai russi prima di andarsene.

*ripreso da Remocontro

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