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giovedì, Agosto 11, 2022

Tutti contro Giuseppe Conte per vilipendio al “draghismo”

Con le dimissioni di Draghi, il figlio prediletto del “sistema Italia”, il fuoco di sbarramento contro Giuseppe Conte, autore dell’affronto, tocca vette parossistiche.

Di Tommaso Nencioni*

Tutti contro Giuseppe Conte

In tutto questo continuano a rimanere insondabili e misteriose le ragioni del fuoco di sbarramento continuato per anni quotidianamente, postumo e preventivo di tutto l’establishment di questo Paese e della totalità dei suoi media nei confronti dell’onesto borghese colto Giuseppe Conte.

Un trattamento mai riservato a nessuna figura, nemmeno la più controversa o antisistema, della II repubblica. Nemmeno ai 5s prima di Conte, ben più radicali e quantitativamente minacciosi. Un dispendio di mezzi, energie e intelligenze totalmente spropositato al bersaglio.

La spiegazione bersaniana – Conte non frequenta i medesimi loro cocktail party – poteva reggere sul momento, ma si rivela via via evidentemente insufficiente. Mi viene in mente un’unica spiegazione. Dopo Tangentopoli si è creato un vuoto di potere del quale hanno approfittato i grandi istituti finanziari per prendere il potere direttamente.

Non parlo di complotti, parlo di dinamiche di potere. Ci sono stati governi tecnici, rispondenti pienamente a questa logica. Ci sono stati governi di centrosinistra, in pratica governi tecnici gestiti di concerto dai tecnici instauratisi al MEF e/o al Quirinale.

Ci sono stati governi di centro-destra guidati direttamente da un uomo della finanza, per quanto parvenu. I grandi gruppi finanziari si sono abituati non solo a vedere i propri desiderata variamente ripagati da questo o quel governo, ma a governare direttamente senza la fatica della mediazione politica.

I governi Conte I e II (poco importa il merito) hanno sancito una breve parentesi di ritorno alla politica, mentre chi da trent’anni detiene il potere in Italia considera ormai non questa o quella opzione politica, ma la politica in quanto tale, un avversario o per lo meno un fastidio.

Non una bella cosa per la nostra democrazia, giacché questi sono poi i padroni diretti o indiretti di tutto il sistema mediatico, per cui da giorni va in onda a reti unificate la criminalizzazione di una (quasi) opposizione per il solo fatto di essere opposizione, senza che mai si sia entrati nel merito delle questioni poste dalla (quasi) opposizione

Conte Crisi di governo No ma non è il momento per aumentare le spese militari

* Ripreso da Tommaso Nencioni

 

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