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domenica 23 Gennaio 2022
PolisVerso Marx, la svolta socialista del M5S: Karl o Groucho?

Verso Marx, la svolta socialista del M5S: Karl o Groucho?

Il leader dei grillini spinge per una svolta socialista del M5S ma la scelta, più che ideologica, è di sopravvivenza

Di Gianluca Cicinelli.

La svolta socialista del M5S

Mettiamo che da oggi, dopo avervi rotto le scatole per anni con articoli e inchieste sulle deviazioni bombarole e classiste dello Stato e dei padroni, io iniziassi a scrivere articoli a favore di Confindustria, dell’Aise, di Draghi, dell’industria farmaceutica, dei proibizionisti, dei ricchi.

Nel migliore dei casi pensereste che mi sono giocato il cervello, ma più probabilmente che mi sono venduto.

C’è sempre la possibilità di un ripensamento esistenziale, certo, ma la credibilità successiva sarebbe comunque minata. Ogni riferimento alla storia di M5S è assolutamente voluto.

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Perchè tornare sull’argomento, proprio adesso che si avviano a una neanche tanto lenta estinzione? Perchè il Partito democratico ha aperto all’ingresso dei 5 cosi nel gruppo dei Socialisti e democratici a Bruxelles.

Il confronto con i Socialisti non è ancora formalmente cominciato, fanno sapere gli adepti di Grillo, Conte e Vito Crimi, ma il cammino intrapreso sembra obbligato, non solo per la spinta di Di Maio, quanto perchè a Bruxelles chi non è iscritto ad alcun gruppo resta ai margini della spartizione di ruoli e, soprattutto, di fondi.

I grillini al momento sono senza casa in Europa. Facevano parte dell’Efdd, Europa della Libertà e della Democrazia Diretta, il gruppo del Parlamento europeo formato da partiti contrari al centralismo burocratico UE.

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Nel 2014 vi aderivano l’Ukip di Farage, populisti ed euroscettici pro brexit, Ordine e Giustizia, destra lituana nazionalista ed euroscettica, i Democratici svedesi, neanche tanto velatamente fascisti, xenofobi ed euroscettici, il Partito dei Liberi Cittadini della Repubblica Ceca, liberisti spinti, il partito lettone dell’Unione dei Verdi e degli Agricoltori, federazione rurale conservatrice, e un’eurodeputata francese eletta con il Fronte Nazionale della La Pen.

Alle elezioni europee del 2019 rimangono nel gruppo il Brexit Party, fuoriuscito dall’Ukip, il Movimento 5 Stelle ed Alternativa per la Germania, e l’Afd, Alternative für Deutschland, estrema destra. Afd subito dopo ha lasciato il gruppo, che pertanto, privo delle 7 nazionalità necessarie alla sua esistenza, si è sciolto.

Nel frattempo i grillini sono riusciti a far eleggere il loro deputato Fabio Massimo Castaldo come vicepresidente del Parlamento Europeo.

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Nel 2017 i grillini hanno chiesto di entrare nell’Alde, i liberali democratici, ma non li hanno voluti, in quanto i liberali sono fortemente europeisti e l’antieuropeismo dei 5 cosi non c’entrava niente con loro. Perciò sono rimasti senza partito in Europa.

Così, dopo aver detto di voler aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno, dopo esserci entrati con un terzo dei voti degli italiani, dopo aver governato con Salvini e la Lega, dopo aver governato con il Pd, dopo aver governato con Draghi e Berlusconi, dopo aver azzerato i sindaci conquistati negli anni passati, adesso ai 5 cosi per sopravvivere è rimasta soltanto l’alleanza con il Pd in Italia, mentre gli ultimi sondaggi li danno intorno al 16%, la metà dei voti con cui oggi vivono di rendita in Parlamento.

Dell’ideologia, di qualsiasi ideologia, essendo gli attori principali della post-verità, non gliene è mai importato. Non starò quindi a richiamare l’ennesimo insulto a una residua idea di socialismo, tanto a insultare quell’eredità storica già ci pensa il Pd, nè la coerenza, che è ormai considerata una figura retorica del Novecento.

Il loro pensiero fondante era essere contro tutti, diversi da tutti. Questo ha portato verso loro gente di destra e di sinistra, indistintamente gli scontenti dei due filoni di pensiero.

Poi, quando hanno capito persino loro che non esiste autosufficienza e autarchia in un mondo globalizzato dove se alzi di un centesimo il prezzo del cotone a Phnom Penh o del coltan in Congo perdi migliaia di posti di lavoro a New York o a Parigi, hanno inseguito il potere per il potere come un Udeur qualsiasi, governando con cani e porci, senza alcun principio o struttura complessiva di lettura della realtà, ma solo con la pretesa di gestirla.

Oggi, divisi al loro interno non si sa bene intorno a cosa, apparentemente sulla leadership di Conte, in alcuni Comuni salvati dall’alleanza con il Pd alle ultime elezioni e in altri presenti da soli e definitivamente affossati, la loro unica lotta è per sopravvivere conservando qualche poltroncina di potere a qualunque prezzo.

L’unico disposto a pagare il biglietto facendo finta che un’alleanza con loro, profeti del pensero volubile, possa definirsi centrosinistra, è il Pd. Che dalla sua ha anche la reciproca convenienza a non essere completamente isolato nello scacchiere politico italiano, visto che comunque non sembra in grado di staccarsi dal 18-20% su cui si è attestato da qualche anno.

Ma il Pd ha anche spiegato, per bocca di Enrico Letta, ai colleghi dei Socialisti democratici europei che non può garantire per loro. Ovviamente con toni cento volte più sfumati di questo testo, ma ribadendo nella sostanza che di gente inaffidabile e opportunista si tratta.

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Adesso a chiedere chi sono e cosa vogliono ai 5 cosi e se “accattarsi” gli otto eurodeputati grillini residui, sui quattordici eletti nel 2019, spetterà ai partiti socialisti e democratici europei. Che in passato avevano già scaricato sul Pd il via libero o meno a M5s, visto che nemmeno a Bruxelles la politica brilla per il coraggio di scelte chiare.

Il Pd sa bene che l’alleanza per il finto nuovo Ulivo con M5s durerà fino alle prossime elezioni nazionali, sia che si tengano a scadenza naturale nel 2023 sia che arrivino prima per manovre legate all’elezione del Presidente della Repubblica.

Se da quelle elezioni uscirà una formula di governo con dentro ministri M5s l’alleanza terrà e i grillini saranno socialisti e democratici in Europa. Nel caso contrario l’implosione che si scatenerà dentro a un partito che senza posti di potere non esiste più nei territori riproporrà ai grillini in Europa nel 2024 una vasta scelta politica che va dai nazisti democratici ai comunisti per Henver Hoxa, passando per verdi, liberali e popolari.

“Questi sono i miei princìpi, e se non ti piacciono… beh, ne ho altri” (così Marx, però era Groucho non Karl).

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è un blog collettivo curato da Daniele Barbieri and co

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