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lunedì 6 Settembre 2021
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L’autunno del grande odio sociale

Pur essendo favorevoli alle vaccinazioni e non ritendendo ci sia un reale problema di  perdita della libertà individuale, la gestione del governo dei competenti di questa fase della pandemia è assolutamente confusionaria e contraddittoria, andando a giustificare alcune delle proteste degli ambienti per brevità di cronaca chiamati NoVax, alimentando quella che appare una stagione di grande odio sociale.

di Gianluca Cicinelli.

Che confusione sarà perchè ti odio

E’ uno di quei periodi in cui leggi l’opinione di uno e ti convince per cinque minuti, salvo poi leggerne un’altra completamente diversa che ti convince per altri cinque minuti. Non mi era mai capitato prima e non la vivo bene, ho sempre saputo con discreta certezza da che parte stare. Ritengo in linea di massima di saperlo anche adesso, ma conosco molto meno di ieri questa società estremamente frammentata. Andiamo con ordine, o almeno proviamoci.

Il vaccino è necessario, parlano i numeri, stop. Dopodichè … Ci sono persone che hanno mille ragioni, anche sanitarie, per non potersi o volersi vaccinare: non si scherza sulla paura d’inserire sostanze all’interno del proprio corpo, questo doveva essere chiarito da subito senza criminalizzare e spingere in un’indistinta massa novax chi chiede spiegazioni, chiarezza, rassicurazioni.

Lo Stato ha il dovere di fornire spiegazioni ai suoi cittadini; invece, da subito, come sempre accade nel nostro Paese – anche altrove però non tira aria diversa – è diventato uno scontro che ha portato una parte di quelli che avevano dubbi a combattere una battaglia talebana contro il vaccino. Questa è una categoria di ragionamento che non ha nulla a che fare con la politicizzazione che è stata data nelle piazze alla questione vaccino.

La dittatura sanitaria, andata e ritorno nel disagio2

So che è estremamente sgradevole da dire, e infatti esplicitamente non lo dice quasi nessuno, ma io ritengo ragionevole il rapporto fra i danni accertati prodotti e i benefici accertati prodotti. Su questo e non sul terrore doveva avvenire la dialettica Stato/cittadini.

Uno Stato che non ha fatto una gran bella figura con tutti gli avvitamenti sia sui tempi di durata del vaccino sia sulle fasce d’età per Astrazeneca sia per le fasce d’età della campagna vaccinale con le priorità cambiate più volte. Vogliamo parlare poi del fallimento totale dell’applicazione Immuni? Soprassediamo per non fornire ulteriori appigli ai novax strumentali.

Minacciare i non vaccinati che non saranno curati nel settore pubblico è per caso un incentivo alla fiducia nello Stato da parte dei novax? A me sembra soltanto stupido; ditemi allora che non mi curerete il cancro che mi verrà ai polmoni perchè fumo 60 sigarette al giorno di mia spontanea volontà e facciamola finita qua.

I novax politicizzati utilizzano i rari eventi negativi causati dal vaccino così come Salvini utilizza i rari eventi negativi di non aventi diritto al reddito di cittadinanza per mettere in discussione provvedimenti utili al 99% della popolazione.

Contro l'estremismo NoVax non serve contrapporre altrettanto estremismo fideista

Il green pass è un errore di proporzioni gigantesche, l’avevo già scritto qualche settimana fa, ma i fatti delle ultime settimane rendono addirittura pericoloso questo modello di gestione della salute.

Ma non certo per le sciocchezze sul controllo o il paragone con i nazisti e la croce gialla degli ebrei che sono offensivi verso gli ebrei oltre che infondati. Intanto proprio nel merito perchè avere accanto uno con il green pass non è sinonimo di certezza che la persona vicina sia priva del virus.

Se nel giro di due settimane la durata del green pass passa da 8 a 12 mesi è evidente che si tratta di una decisione politica e non sanitaria, dovuta alle difficoltà di gestione del pasticcio. Solo il tampone fatto poco prima ti dà questa certezza.

A rendere ancora più grottesca la situazione – se non fosse tragica perchè senza green pass non si lavora – ci sono le molte persone che pur avendo fatto il vaccino o addirittura avuto il covid non hanno potuto ottenere il green pass per motivi burocratici.

Green Pass: egolibertà condizionata

Persino chi si è sottoposto alla sperimentazione di vaccini come Reithera, quindi sicuramente l’antitesi di un novax, persino costoro sono rimasti esclusi dal green pass.

Uno Stato serio non si comporta così: prima si dice alle persone che il comportamento individuale è fondamentale per il funzionamento dell’intera collettività e poi si abbandona a se stesso anche chi è stato alle regole. Tutta benzina per il fuoco delle piazze novax.

E’ vigliacco poi demandare i controlli agli esercenti: lo Stato si è lavato le mani di una sua precisa responsabilità esponendo gli esercenti alla furia dei novax e i cittadini alla mancata tutela, in quanto i controlli sono in realtà poco frequenti per ovvie ragioni. Da quando ho il green pass mai una volta – e sottolineo mai – mi è stato chiesto di mostrarlo in un locale.

Sulla scuola si è riproposto esattamente quel che accadde con la didattica a distanza, di giorno in giorno ordini e contrordini diversi senza una vera concertazione con le figure coinvolte nella scuola.

Chi vive in grandi città, soprattutto a Roma dove i controllori già prima del green pass ogni tanto venivano picchiati se chiedevano di esibire il biglietto – perchè il clima è questo da molto tempo – rischia di arrivare in posti solo formalmente sicuri perchè ti chiedono il pass, ma dopo aver viaggiato a dieci centimetri dalla faccia di altri in un bus strapieno.

NoVax, nella guerra tra civili e barbari resta fuori il discorso del capitale

Questa è la situazione materiale, mi sembra di essere stato piuttosto concreto e non ideologico nell’esporla. A chi giova questo grande caos, mi chiedo, essendo tra quelli che deridono l’idea del grande complotto mondiale per diffondere il covid e sono preoccupati per la salute mentale di alcuni amici che lo affermano?

Il punto più importante non è a questo punto trovare un vincente o un perdente ma proprio lo scontro in atto. I due schieramenti non sono interessati ad aver ragione ma a imporla eliminando l’altro, in una sorta di guerra civile a bassa intensità. Le posizioni sono esasperate e il dato oggettivo che ne esce non porta a osservare e ragionare sui contenuti ma sul conflitto in quanto tale.

Senza rispolverare l’antico Divide et Impera sta di fatto che l’estremizzazione dello scontro tiene a galla le posizioni del governo. La radicalizzazione delle posizioni pone al centro un’azione delle istituzioni che appare mediatoria senza esserlo, per cui chi come me è  assolutamente a favore dei vaccini ritiene comunque fondati alcuni punti di critica alla gestione delle vaccinazioni da parte di uno Stato di diritto, senza ritenere però che in gioco in questo momento ci sia la perdita della libertà individuale.

Ci ho messo dieci a righe a spiegarlo, colpa mia, però è proprio questo il problema di non voler cadere nel tranello semplificatorio dello scontro novax/sivax, articolare la posizione mentre volano mazzate, in alcuni casi neanche metaforiche, e tu urli inascoltato tra la folla.

Mi sembra di rivivere un incubo di molti anni fa. C’è chi richiama i tempi dell’emergenza degli anni ’70 e su questo forse esagera. Ma come allora è assolutamente minimo lo spazio di manovra democratica per chi, a causa della situazione che ho descritto, non ha alcuna intenzione di essere complice di un governo che si è mostrato incapace di gestire la situazione e tantomeno di una masnada d’intolleranti che s’informa su cicciobellonews.

Perchè poi alle cose già dette si aggiungono le scelte economiche di questo governo, che non sono certo neutrali o di salute pubblica. Parliamo di un governo dove si è formata una maggioranza pronta a rinnegare l’unico provvedimento che ha impedito l’allargarsi di quei 5,6 milioni di poveri accertati dall’Istat, il reddito di cittadinanza.

Un governo che ha tolto in piena pandemia il blocco dei licenziamenti. Un governo che ancora ci deve spiegare dove intende investire, se intende farlo, per creare occupazione dopo la perdita di milioni di posti nelle piccole e medie aziende italiane a causa della pandemia.

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Penso che siamo in molti a trovarci in questa situazione eppure non facciamo gruppo, perchè se tu tenti di non essere soltanto bianco o nero, specificando anzichè massificando, sei un “nemico” di qualcuno comunque e finisci nel mirino, oggi come ieri.

Sono tanti quelli che scelgono la strada del silenzio strategico ma è un percorso di corto respiro, un vicolo cieco. E’ arrivato il momento per chi non vuole essere schiacciato in questo gioco al massacro di alzare la voce, di non lasciar perdere, di urlare per farsi ascoltare, di mollare metaforici schiaffi a chi non vuol sentire da una parte e dall’altra.

Le persone per farlo ci sono. Manca un’entità politica che abbia il coraggio di raccogliere questa parte di società che non vuole soccombere alla barbarie istituzionale e a quella delle piazze.

La Bottega del Barbieri

 

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è un blog collettivo curato da Daniele Barbieri and co

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