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mercoledì, Agosto 17, 2022

Poche storie, lo sciopero è riuscito. Confindustria e il governo se ne facciano una ragione

Le ragioni dello sciopero sono incomprensibili solo per chi fa finta di non capirle.
Ieri in piazza c’erano la classe lavoratrice contro la casta al servizio della finanza e delle grandi imprese. Tutto il resto è distrazione mediatica.

Lo sciopero è riuscito. E ora?

Poche storie, lo sciopero è riuscito. Confindustria, i giornali italiani e il governo se ne facciano una ragione. Hanno fatto di tutto per boicottare questa giornata che riporta all’attenzione i temi sociali. I giornali hanno evitato di parlarne. Le tv pure.

Tutta l’attenzione è stata concentrata sul tema dei vaccini, come se non ne avessimo sentite già abbastanza. Negli scorsi mesi hanno goduto di più attenzione le sparute manifestazioni dei novax che le piazze di oggi, stracolme di quel popolo civile e antico orfano dei partiti della sinistra.

Il sindacato dovrebbe fare tesoro della manifestazione di oggi. A dispetto di un certo torpore di molti suoi dirigenti, la sua rete organizzativa ha mostrato che nonostante il clima ostile, la cappa mediatica e il poco tempo a disposizione, è possibile alzare la leva del conflitto sociale con un grande seguito popolare.

La lotta sindacale naturalmente non è tutto. Senza un partito politico, senza la capacità di elaborare una visione del mondo che abbia al suo centro il lavoro, il sindacato può poco.

Lo sciopero di oggi deve allora servire da stimolo per ritrovare il coraggio e la generosità di ricostruire una nuova sinistra erede della tradizione socialcomunista italiana: un partito dei lavoratori, con un suo giornale, la sua rete organizzativa e la sua nuova umanità alternativa al neoliberismo.

Eclissato dai media, attaccato dalle élite, mal sopportato dal governo forza sciopero!
Foto C.C.

 

 

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