Sangiuliano, i radical chic e il ritorno al ventennio: “Qui si parla italiano”

Governo contro le parole straniere. Sangiuliano: “Da snob e radical chic”. Pressing per l’inserimento dell’italiano in Costituzione. Non vi ricorda qualcosa?

Sangiuliano e il ritorno al ventennio

La lingua italiana sia nella Costituzione. Usare parole straniere è snobismo radical chic. Così parlò il ministro della cultura Gennaro Sangiuliano.

Basta con gli usi e costumi dell’Italia umbertina, con le ridicole scimmiottature delle usanze straniere. Dobbiamo ritornare alla nostra tradizione, dobbiamo rinnegare, respingere le varie mode di Parigi o di Londra o d’America”. Così riportava Il costume de Il Popolo d’Italia il 10 luglio 1938.

Il ministro usa un’espressione straniera per comunicarci il suo ritorno al Ventennio con le ridicole campagne di Mussolini per l’italianizzazione forzata?

Mentre si preparano a “pulirsi il culo con il tricolore” (cit) facendo a pezzi l’unità nazionale con l’autonomia differenziata questi finti patrioti ci distraggono con campagne mussoliniane sulla lingua.

La proposta è tragicomica. Mi sembra che in Italia abbiamo problemi più seri come la scarsa conoscenza delle lingue straniere, l’analfabetismo di ritorno, l’evasione scolastica.
Vergognoso che il ministro citi Gramsci, morto nelle carceri fasciste, per rilanciare un cavallo di battaglia di Mussolini che disse “quel cervello deve smettere di funzionare”.

Per quanto riguarda l’abuso di anglicismi viene da anni dal mondo imprenditoriale e dagli economisti neoliberisti.
Pensassero a abolire il Jobs Act! E investissero sulla scuola invece che sulle spese militari!

Sangiuliano, i radical chic e il ritorno al ventennio Qui si parla italiano

Radical chic

All’ingresso di casa mia vi accoglie il poster di un celeberrimo radical chic, Marlon Brando immortalato al funerale del giovanissimo militante delle Pantere Nere Little Bobby Hutton.

L’espressione “radical chic” fu inventata da un giornalista fighetto conservatore come Tom Wolfe per ironizzare su giganti come Brando o il grande direttore d’orchestra Leonard Bernstein che donavano e raccoglievano fondi per sostenere i rivoluzionari afroamericani mentre venivano perseguitati e sterminati dall’Fbi.

Alla lista si potrebbe aggiungere John Lennon che portava con sé in tv il portavoce delle Black Panthers Bobby Seale.

I radical chic erano brave persone che rischiavano guai schierandosi contro la repressione razzista e la guerra in Vietnam. Chi li derideva no.

Sangiuliano, i radical chic e il ritorno al ventennio Qui si parla italiano

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Maurizio Acerbo
Maurizio Acerbo
Segretario nazionale di Rifondazione Comunista- Sinistra Europea. Attivista, agitatore culturale. Comunista democratico, libertario e ambientalista. Marxista psichedelico.

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