Elezioni, la roulette russa del default su cui scommettono da Letta a Calenda

Ormai  la posizione di una vastissima area politica, verso le elezioni di settembre, è manifesta: un governo di destra porterà il paese in default per le pressioni internazionali. Ma è una scommessa pericolosissima.

La roulette russa del default

Di Tommaso Nencioni*

Di Maio dall’interno della “alleanza progressista” e Calenda dall’esterno dicono esplicitamente ciò che Letta non dice, ma dà per implicito, altrimenti non si capirebbero mai le sue scelte elettorali; e cioè che un governo di destra, dato per scontato, non durerà a causa di pressioni internazionali.

Alcune considerazioni

1) i governi Berlusconi – sorretti dalla stessa maggioranza e composti più o meno dello stesso personale che comporrà il prossimo governo di destra – sono stati mediamente abbastanza longevi;

2) in Europa esistono diversi governi la cui composizione è molto simile a quello cui darebbe vita la destra italiana, ed altri (Spagna) è possibile che si formino presto; il governo ai confini dell’Europa che stiamo armando fino ai denti è pure parecchio peggio;

3) gente come La Russa, Tajani e Giorgetti soddisfano a pieno le esigenze NATO, forse ancor più dei nostri centrosinistri;

4) se anche un governo di destra con una salda maggioranza venisse abbattuto dalla pressione esterna, non è scritto da nessuna parte che si riuscirebbe a trovare una maggioranza alternativa nel parlamento che uscirà fuori da queste elezioni. Probabilmente si rivoterebbe in condizioni ancora peggiori, con la destra oltretutto ancor più motivata e forte di maggiori argomenti dopo la (molto ipotetica) defenestrazione;

5) infine, ma soprattutto: che credibilità possono avere forze politiche che scommettono tutto sul fallimento del Paese – perché di questo si tratterebbe, non del fallimento auspicabile di un governo di destra, ma del default o quasi-default italiano – per tornare al governo, tra l’altro dopo una sconfitta epocale?

Alternative programmatiche e politiche chiare alle destre devono esistere ed esistono, sono Giuseppe Conte ed Unione Popolare.

Unione Popolare, oltre l'appuntamento elettorale

* Ripreso da Tommaso Nencioni

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