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domenica, Agosto 14, 2022

Rischio quarta ondata? Il paese smemorato avanti adagio

Crescono lentamente ma costantemente i contagi e si parla di quarta ondata ma in Italia la solita memoria ‘a breve termine’ impera, con i pessimi comportamenti di pochi e la negligenza istituzionale di alcuni.

Quarta ondata? L’italia smemorata avanti adagio

La mia libertà finisce dove comincia la vostra”, così ripeteva il pastore protestante e leader del movimento per i diritti civili afroamericani Martin Luther King, ucciso il 4 aprile 1968 a Memphis. Ma come si fa ad individuare l’inizio della libertà altrui e segnare, dunque, il limite della propria libertà?

Nelle ultime settimane le strade principali di molte città sono state attraversate da cortei, non sempre pacifici, che hanno protestato contro il green pass, inneggiando alla libertà di scelta e al diritto al lavoro. Ciò ha generato disagi cittadini, chiusura dei negozi in strade cruciali dello shopping e scontri con le Forze di Polizia, oltre alcune aggressioni a giornalisti, considerati nemici della verità.

C’è da chiedersi se in un momento di emergenza sanitaria globale ci si possa appellare alla libertà, con fantomatiche metafore fasciste, o se il contrasto alla crisi non debba intendersi come prioritario.

Dopo 16 sabati di manifestazioni a Milano, dopo le numerose proteste a Trieste, che hanno causato un indiscusso aumento del contagio in città, il Viminale ha stabilito delle restrizioni che verranno applicate già dal prossimo fine settimana, mirate a salvaguardare il diritto alla protesta ma anche a tutelare l’ordine pubblico, la cittadinanza e il commercio.

I manifestanti saranno tenuti lontano dal centro cittadino, in strade non affollate e non commerciali, distanti da sedi di partiti e sindacati, ambasciate e palazzi istituzionali. C’è anche la possibilità dell’obbligo della mascherina, considerati i grossi assembramenti.

Ieri è arrivato anche l’appello di Sergio Mattarella che ha dichiarato: “Dobbiamo sconfiggere il virus, non attaccare gli strumenti che lo combattono”.

Il Viminale, infine, ha sollecitato controlli accurati sull’obbligo del green pass nei locali pubblici, chiedendo alle Prefetture e alla Polizia locale di allargare la verifica alla regolarità sanitaria dei gestori.

Intanto aumentano i numeri del contagio in Italia, che dimostrano come percentualmente la fascia più debole tra i ricoverati sia rappresentata dai non vaccinati. Ieri i dati pubblicati dal Ministero dell’Interno indicano che abbiamo superato la soglia dei 100.000 contagiati, per la precisione 100.205, di cui 3.436 ricoverati con sintomi, 421 in terapia intensiva e 96.348 in isolamento domiciliare.

Alla soglia di una quarta ondata si prospettano le prime aree gialle e rosse, come a Cervinara, in provincia di Avellino, dove a seguito di una festa privata per bambini si sono superati i 100 contagiati.

La sindaca, Caterina Lengua,  ha ordinato la “proroga delle misure organizzative per la prevenzione e gestione della recrudescenza della emergenza epidemiologica da Covid 19, con divieto di stazionamento di persone nelle piazze e divieto di assembramento in qualsiasi luogo aperto al pubblico sul territorio comunale per i giorni 12-13-14 novembre 2021; sospensione del mercato settimanale di mercoledì 10 novembre 2021; sospensione delle attività didattiche in presenza per il giorni 9-10-11-12-13-15 novembre 2021; chiusura per i giorni 9-10-11-12-13-15 novembre 2021 della Villa Comunale e del Cimitero Comunale”.

Ad Isola di Capo Rizzuto, intanto, si sono registrati ottanta contagi nella settimana dal 25 ottobre al 5 novembre, una percentuale troppo elevata in relazione alla popolazione residente.

L’Asp di Crotone, l’Azienda sanitaria provinciale, ha chiesto al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, di istituire la zona rossa per 10 giorni, al fine di arginare una condizione difficilmente tracciabile, poiché sembrano essere focolai multipli in espansione.

Ad oggi la Regione Calabria non ha dato risposta, contravvenendo alla prima delle regole apprese da questa epidemia: la tempestività di intervento.

Mentre in Europa, dalla Germania all’Austria, si potenziano le restrizioni e si incentivano le vaccinazioni, sembra che in Italia la solita memoria ‘a breve termine’ imperi, con i pessimi comportamenti di pochi e la negligenza istituzionale di alcuni. La recrudescenza dell’epidemia, però, riguarderebbe tutti, in maniera disastrosa, sotto il profilo psicologico ed economico. Forse è per questo che dovremmo batterci.

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Barbara Giardiello
Barbara Giardiello
Giornalista pubblicista. Dopo una breve esperienza politica assume una posizione di osservatrice, con particolare attenzione verso le pari opportunità.

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