I ragazzi che vediamo ritratti in queste foto, sono il diciassettenne Osama Mahmoud Asan Adawi e il dodicenne Mahmoud Samoudi (12 anni!): sono stati uccisi entrambi nei giorni scorsi in Palestina, dagli occupanti israeliani, il primo il 13 ottobre, morto sul colpo, e l’altro in ospedale, lo stesso giorno, dopo due settimane di agonia, essendo stato ferito da proiettili all’addome il 28 settembre.
Mahmoud, 12 anni, assassinato dagli occupanti israeliani
Di Angelo D’Orsi.
Quello in Palestina appartiene al novero dei cosiddetti “conflitti dimenticati“, dei quali si parla poco, sui quali non si mobilita l’ONU e meno che mai la UE, e a Israele nessuno si sogna di applicare sanzioni. Eppure è un conflitto spaventosamente ineguale, data la sproporzione dei mezzi tra palestinesi e israeliani, e data la complicità con i governi israeliani della cosiddetta “comunità internazionale” e l’inerzia politica dei Paesi Arabi.
Un’oppressione scandalosa, un lento genocidio, che colpisce soprattutto i giovani maschi, i ragazzi, i bambini. Vengono stroncate le giovani vite, quelle che domani potrebbero essere i resistenti, i futuri partigiani della resistenza palestinese all’occupazione.
Nel solo 2022 l’esercito (con la volenterosa collaborazione dei “coloni”) ha ucciso 45 bambini e adolescenti: solo nei giorni 5-7 agosto 17 ragazzini sono stati eliminati in una offensiva dell’esercito israeliano nella Striscia di Gaza. In fondo pochi, se si paragona questo totale a quello dell’anno precedente: nel 2021 soldati e civili armati (ancora i “coloni”, che ormai costituiscono una sorta di esercito parallelo) , hanno trucidato 78 bambini e ragazzi palestinesi.
Possiamo continuare a tacere? Possiamo soltanto parlare di Ucraina? Possiamo assistere impotenti a questo scandalo? Se una Sinistra esiste, o piuttosto vuole esistere, rinascendo dalle sue ceneri, deve mobilitarsi, in permanenza, a fianco del popolo palestinese e della sua lotta di liberazione.
(Referenza fotografica: AURDIP, Association des Universitaires pour le Respect du Droit International en Palestine).
* Angelo D’Orsi è professore ordinario di Storia delle dottrine politiche all’Università di Torino. Autore di “Gramsci. Una nuova biografia.”
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