Algeria e Opec hanno congiuntamente confermato la solidarietà alla decisione saudita e russa di ridurre, a partire dal 1 novembre la produzione petrolifera mondiale di due milioni di barili al giorno.
L’Opec e la Rial Politik
Di Antonio de Martini*
Mohamed Arkab, ministro degli Esteri algerino e Haitham Al-Ghais, segretario generale dell’OPEC (il cartello mondiale dei paesi produttori di petrolio) si sono incontrati ieri ad Algeri ed hanno congiuntamente confermato la solidarietà alla decisione saudita e russa di ridurre, a partire dal 1 novembre la produzione mondiale di due milioni di barili al giorno.
Con l’adesione algerina, crolla l’ultima illusione occidentale di rimediare all’inevitabile aumento del prezzo del greggio e riuscire a diminuire i flussi valutari verso la Russia.
L’Arabia Saudita intanto ha negato per bocca del suo ministro degli esteri, principe ben Farhan, di essersi schierata “dalla parte della Russia” nella questione ucraina e ha qualificato il rapporto tra i due paesi come “strategici”.
In altre e meno diplomatiche parole, se l’Arabia Saudita fosse schierata a favore della Russia, Riad avrebbe rivelato l’ammontare dei finanziamenti fatti al partito democratico (e segnatamente alla fondazione dei Clinton- affondandola.
Crolla con questa dichiarazione, la minaccia di Biden, di “rivalutare i rapporti coi sauditi.”
Resta l’opzione “Sarkozy” ossia di sostituire, con un omicidio, ben Salman col cugino ben Nayaf (ormai unico superstite tra i candidati alla corona) attualmente agli arresti nel suo palazzo, ma i tempi sono strettissimi.
L’arrivo a gennaio della befana con la classica calza di carbone per i bimbi cattivi, rischia stavolta di essere accolta con grida di giubilo e lacrime di gratitudine.
(N.B. La valuta saudita si chiama RIAL)

* ripreso da Antonio de Martini
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