Gran parlare di l’Ucraina ma, a dispetto di un’amnesia collettiva per quanto accade sul fronte orientale (ricordate politici, giornalisti e comuni cittadini “disposti a morire per Kiev”?), il resto del mondo ha grandi novità.
Oltre l’Ucraina…
In Perù è stato destituito Castillo (per questioni legali), sostituito da una rappresentante del suo governo di area socialista che ha invocato l’unità nazionale. Troppo presto e troppo ambiguo il contesto per capire se siamo davanti a una situazione simil-boliviana, quindi suggerisco tacere e aspettare.
Intanto, la popolazione è scesa in piazza contro quello che viene definito un “golpe”.
Comincia a delinearsi una situazione più generale, perché sempre nelle giornate passate anche la vicepresidente argentina Cristina Kirchner, peronista di sinistra, è stata condannata a 6 anni di carcere. Anche qui, troppo presto per parlare; pare che in Vaticano non abbiano preso bene la notizia.
Qualcosa per cui forse non è troppo presto, è l’azione di Petro e del suo governo di sinistra in Colombia.
Paese strano la Colombia: schierato per tanto tempo a destra, alleato di ferro degli USA (qualcuno ricorderà: “siamo orgogliosi di essere l’Israele d’America“), con sei basi USA, acerrimo nemico del bolivarismo e del Venezuela, paradiso dei produttori di cocaina, negli ultimi venti anni ci sono stati dei periodi in cui era il terzo o il secondo paese al mondo per numero di soldati USA sul territorio: ufficialmente, per combattere il narcotraffico (cocaina, di cui gli USA sono il principale consumatore) o le FARC.
Ecco, a fine novembre, Petro ha detto che la NATO potrebbe difendere la Foresta Amazzonica nella regione Amazonas (ma in che senso?).
Il punto è che nel 2018, la Colombia era già stata nominata “partner globale della NATO”.
Sapete chi altro ha questo titolo? Afghanistan, Australia, Corea del Sud, Giappone, Iraq, Mongolia, Nuova Zelanda e Pakistan.
Vi invito a guardare una cartina del mondo: Afghanistan – Pakistan – Iraq circondano l’Iran.
Afghanistan, Giappone, Corea Sud, Mongolia, Nuova Zelanda, Pakistan, Australia circondano la Cina.
La Colombia confina con il Venezuela. Direte: un’alleanza militare con un partner maggioritario (USA) fa i suoi interessi, è normale che cerchi di accerchiare i nemici.
Chiaro, ma non chiediamoci come mai Putin non volesse l’Ucraina (prima la Georgia) nella NATO, perché la NATO fa gli interessi del suo dominus, quindi se sei un rivale degli USA: non la vuoi vicino casa.
Intanto tra aprile e maggio 2022, mentre noi eurocentrici eravamo presi dal valzer Svezia-Finlandia-Turchia (a dare dell’assassino a Erdogan o della poco di buona a Sanna Marin: giusto, lui è turco, lei l’hanno messa a fare da parafulmine), gli USA davano alla Colombia il titolo di Major Non-NATO Ally: praticamente sei un membro NATO senza la croce (in spese militari) dell’essere membro NATO.
Qualcuno faceva notare: volevano rassicurare la Colombia -rivale del Venezuela- che il dialogo Biden-Maduro, se avesse dato frutti, non avrebbe messo in ombra Bogotà.
Forse è il caso di leggere in termini dinamici.
La Cina, negli ultimi anni, ha cercato di costruire un canale intra-oceanico Atlantico-Pacifico in Nicaragua e di avviare un più rapido collegamento verso Cuba (il porto di L’Avana sta ottenendo finanziamenti cinesi e russi per ingrandirsi).
Nicaragua-Venezuela-Cuba sono gli alfieri della penetrazione cinese nella zona, capirete l’importanza di avere soldati NATO in Amazonas, vicino al Venezuela, al Brasile di Lula e al Perù.
Sull’Argentina c’è poco da dire: il governo ha stretto accordi con i cinesi dalle ferrovie al nucleare civile, con quello che comporta in termini di pizzini mafiosi dal Nord America.
Sulla Bolivia e sull’importanza del litio per il futuro tecnologico (auto elettriche, telecomunicazioni e spazio) abbiamo già detto.
Tranquilli, continuiamo a parlare di Erdogan, che è turco -giù simpatiche battute, modificare il nome, disegnetti con genitali marcati, in cui è mostrato peloso o sudato- garantendo che non lo si fa perché è turco… Giusto, il problema non è che turco, ma che un turco alza la testa e insulta l’Europa e questo, al di là dei buoni sentimenti, non si può fare.
Se lo fai, noi ti condanniamo: sei un tiranno, uno che bombarda civili, uno che assassina i popoli. Chissà come pensa di fare benzina il cittadino medio europeo.
Jung diceva che degli altri non ci piacciono i difetti che vediamo in noi stessi.

Tarantino direbbe: “Mi chiamo Jerda, e non è con le chiacchiere che uscirai da questa merda”.
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