L’Italia non riconoscerà lo status di rifugiato politico a Julian Assange: la Camera dei Deputati ha infatti respinto la mozione presentata dai parlamentari di Alternativa.
No a Julian Assange rifugiato politico
Come sempre il governo italiano si distingue per l’ignavia sulle questioni importanti del diritto internazionale, accodandosi alla politica del doppiopesismo. Pronti a sanzioni e alle crociate per qualsiasi dissidente dei paesi considerati sgraditi all’atlantismo, nonostante l’opacità degli stessi (pensiamo alla fantomatica blogger cubana Joani Sanchez, o al discusso Navalny, solo per citare due tra i più noti) per poi voltarsi dall’altra parte davanti al caso più clamoroso, alla luce del sole, inappellabile: Julian Assange, prigioniero e perseguitato per aver commesso il crimine più grande, dire la verità.
E dunque l’Italia non riconoscerà lo status di rifugiato politico ad Assange: la Camera dei Deputati ha respinto la mozione presentata dai parlamentari di Alternativa – il gruppo composto da i fuoriusciti del Movimento 5 Stelle – che impegnava il governo a concedere la protezione internazionale al fondatore di Wikileaks, sul cui conto gli Stati Uniti chiedono l’estradizione al Regno Unito, dove è detenuto dal 2019.

Il testo è stato bocciato con 225 no, 22 sì e 137 astenuti, il governo ha espresso la sua contrarietà. La mozione di Alternativa è stata respinta: i parlamentari di Liberi e uguali, 5 Stelle e Fratelli d’Italia si sono astenuti; PD, Lega e Forza Italia hanno votato no.
Un voto vergognoso che accomuna tutti i partiti che sostengono il governo Draghi compresa la finta opposizione di Giorgia Meloni. Un voto di complicità con la violazione dei diritti umani e l’attacco alla libertà di stampa.

Secondo i deputati di Alternativa: “In nome di un’inesistente fratellanza atlantica, il Parlamento ha consumato l’ennesimo atto di vigliaccheria nei confronti della libertà di informazione. La totale subalternità a Washington che detiene italiani falsamente accusati e si è sempre fatta beffe della giustizia italiana, come nel caso della strage del Cermis, ha spinto la gran parte dei deputati a disinteressarsi della persecuzione che Assange sta subendo da anni dalla democrazia di Guantanamo”.
“La sua WikiLeaks – prosegue la nota di Alternativa- ha consentito alla democrazia contemporanea di superare e mostrare i limiti del giornalismo tradizionale. Lasciare che Assange sia soggetto alle sue dure condizioni carcerarie è l’attentato definitivo, oltre che alla sua persona, al giornalismo investigativo e la sconfessione da parte del Parlamento e del governo italiano del diritto di tutti i cittadini di essere informati su ciò che li circonda, diritti sanciti dalla nostra Costituzione, dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e dalla Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.”
“Oggi – concludono – è un giorno triste per la democrazia e per le nostre libertà. Perché non salvaguardare l’incolumità di Julian Assange equivale a rinunciare a difendere le libertà individuali di ognuno di noi e i valori su cui si fonda la nostra società”.
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