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domenica 23 Gennaio 2022
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Il colpo di spugna di Brunetta e Draghi: niente più ispezioni a sorpresa sulle imprese

Il governo ha deciso: niente più ispezioni o controlli a sorpresa sulle imprese, mentre invece aumenta i controlli sul Reddito di cittadinanza. Ennesimo regalo a Confindustria.

Confindustria sorride: niente più ispezioni a sorpresa sulle imprese

La notizia non ha trovato eco ma è di quelle preoccupanti: entro i prossimi 18 mesi il governo metterà in campo uno o più decreti legislativi sulla semplificazione dei controlli alle imprese rendendoli “meno vessatori e ossessivi”.

L’annuncio è stato fatto dal ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, in un convegno promosso da Anitec-Assinform (l’associazione italiana delle tecnologie dell’informazione legata a Confindustria) e dedicato al “Procurement pubblico del digitale per la trasformazione del Paese”.

Il segnale è veramente pessimo: niente più ispezioni o controlli inaspettati sulle imprese.

Pochi giorni fa è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale un decreto-legge, il d.l. 44/2021, che contiene, tra l’altro, norme in materia di nuovi concorsi pubblici. 

 

In pratica il ministro Brunetta spiega che il governo Draghi ha deciso che i controlli sulle imprese non saranno più a sorpresa, ma preannunciati alle direzioni aziendali.

Chi vieterà alle aziende preavvisate di nascondere sotto il tappeto le eventuali irregolarità?

Considerando che già ad oggi i controlli improvvisi sono molto pochi per carenza di personale, ma ora verranno direttamente proibiti.

Una misura di cui non si sentiva affatto la necessità, considerando la continua strage di lavoratori per colpa della non applicazione delle norme di sicurezza.

Nel paese dove dilagano lo sfruttamento, il lavoro nero, il caporalato, con una precisa scelta classista, il governo decide di avvisare gli imprenditori prima dei controlli, mentre aumenta i controlli sul reddito di cittadinanza.

La telefonata di preavviso di Draghi alle aziende è l’ennesimo regalo a Confindustria. Di più, è un inchino della politica alla classe imprenditoriale, abdicando completamente al proprio ruolo.

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