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venerdì 3 Dicembre 2021
PolisNiente domande a Draghi: non disturbate il manovratore

Niente domande a Draghi: non disturbate il manovratore

Non ci sono state domande a Draghi sui temi più scottanti nella conferenza stampa del presidente del Consiglio e del ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, dopo  l’approvazione della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza.

Di Giorgio Cremaschi

Le domande a Draghi che avremmo voluto sentire

Il Presidente del Consiglio ed il ministro dell’economia hanno fatto una conferenza stampa per esaltare la ripresa economica in atto e congratularsi con sé stessi.

I giornalisti presenti oltre a produrre qualche scena fantozziana di fronte al capufficio, si sono concentrati su una sola domanda: Draghi si degnerà di diventare Presidente della Repubblica?

Invece non sono state rivolte domande che a noi sembravano le prime da porre, per questo le proponiamo qui.

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Signor Draghi le chiediamo, se l’economia va così bene:

  • perché i lavoratori di GKN, Alitalia e tanti altri sono in mezzo alla strada?
  • perché le multinazionali possono chiudere e delocalizzare impunemente?
  • perché chi perde il lavoro in particolare se è donna e ha più di cinquant’anni può solo sperare di rubare un posto da schiavi a qualche giovane?
  • perché non agisce subito contro la strage di lavoratori invece di commemorare i morti?
  • perché non riduce la precarietà delle assunzioni invece che aumentarla?
  • perché non vuole la legge per il salario minimo a 9 euro all’ora e perché non fa qualcosa perché aumentino i salari almeno quanto aumentano le bollette?
  • perché vuol tornare alla legge Fornero con tanti giovani ancora disoccupati o precarizzati?

E infine,  perché di fronte alla ripresa dei profitti e dei grandi affari, con i ricchi che diventano ancora più ricchi e i poveri ancora più poveri, lei promette ai ricchi altri soldi?

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Ecco, almeno una di queste domande avrebbe dovuto essere posta nella conferenza stampa di Mario Draghi, ma così non è stato.

Mentre sarebbe stato superfluo chiedere perché il capo del governo sia stato tanti acclamato come meraviglioso benefattore dai padroni di Confindustria. La risposta sta nelle domande non fatte.

 

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