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giovedì, Agosto 11, 2022

Gli appelli paradossali per salvare il mandato divino di Draghi

Si moltiplicano gli appelli per non far cadere il governo Draghi. Dopo le dimissioni presentate dal presidente del Consiglio e rigettate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella la crisi di governo è nel vivo e fino a mercoledì, giorno del discorso alle camere di Draghi, non si sa quale traiettoria prenderà. Gli appelli affinché non cada il governo sono numerosi, dal mondo dell’associazionismo, ai rettori, passando per politici e sindaci. Ora, si scende anche in piazza per chiedere che il governo vada avanti fino alla scadenza naturale della legislatura, a marzo 2023.

Siamo al paradosso. Come ha scritto Tommaso Nencioni:

“Da giorni i media filo governativi (tutti) invece di informare fanno propaganda su 2 punti : fare opposizione, per il solo fatto di farla, sarebbe un atto contro l’Italia (Putin, lo spread ecc); i partiti se si mettono a piantare bandierine, cioè a rivendicare provvedimenti a favore dei loro elettori, cioè in quanto partiti, sono il male dell’Italia (la Stampa titolava “la trattativa Stato-partiti” , suggerendo l’equazione partiti uguale mafia). Tutto questo (totale controllo governativo dell’informazione, polemica contro l’opposizione rea di intelligenza col nemico, contro i partiti e contro il parlamento) è il fascismo. Poi ci verranno a chiedere il voto contro la Meloni”.

Draghi e il mandato divino

Di Paolo Desogus*

Gli appelli, la chiamata per acclamazione, le sperticate lodi giornalistiche e non ultima la singolare manifestazione indetta a Firenze contro la nascente opposizione di Conte, ebbene tutto questo rappresenta la più grande manovra populista mai realizzata da quando l’Italia una repubblica.

La mediazione parlamentare, la prassi istituzionale e la collegialità democratica sono saltate. Domina il richiamo dell’uomo della provvidenza, l’uomo forte che piace al mondo intero, il competente.

A cosa si deve tutto questo attaccamento non è comunque chiaro, ha fatto la Resistenza? È il nuovo De Gaulle? Ha la statura di Roosevelt?

Draghi è un uomo che nella vita non ha lottato per prendersi nemmeno un becco di un voto. Lui del resto non si sporca con le elezioni, il suo rapporto col popolo è sancito da un mandato divino.

*Paolo Desogus

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