La supercazzola di Schlein sull’Ucraina, ma è già arruolata

A spegnere qualsiasi dubbio sulla posizione della neosegretaria dem sulla questione Ucraina ci ha pensato la stessa Schlein in una intervista al New York Times, dove su questi temi non è permesso utilizzare escamotage dialettici: “É necessario inviare armi”.

La supercazzola di Schlein sull’Ucraina

Sono giorni, inevitabilmente, di grande protagonismo mediatico per Elly Schlein, neo segretaria dem. I temi sui quali la sua agenda politica deve mettere il punto sono diversi e spinosi, a cominciare dalla posizione del Partito democratico sul conflitto in Ucraina e sull’invio di armi a Kiev.

A margine della manifestazione fiorentina sulla scuola, pungolata sull’argomento, ha tirato fuori la più classica delle veltronate dialettiche o meglio, essendo nel capoluogo toscano, la casa monicelliana dei famigerati “Amici miei” potremmo dire una supercazzola:

“Non è mai stato in discussione il nostro pieno supporto al popolo ucraino ad un anno dall’invasione criminale voluta da Putin, ma credo anche che la sinistra debba continuare a perseguire un mondo di pace, un futuro di pace, mobilitarsi in questa direzione chiedendo all’Unione Europea un forte impegno ed anche un forte protagonismo politico diplomatico. Le due cose non sono in contraddizione”.

Che il tema della guerra sia delicatissimo, nel paese, lo sa. Così come non le sfuggirà che il sentimento popolare sull’argomento è molto lontano da quello del PD.

A spiegare meglio quello che succede nel partito ci pensa Chiara Gribaudo, la deputata dem, sostenitrice della mozione Schlein: “Noi vogliamo tenere il partito unito e meno che mai creare inquietudini sul tema”. Poi però  precisa: “Ma non è per questo che non cambieremo linea politica sull’Ucraina. Lo facciamo perché siamo convintamente al fianco dei resistenti ucraini contro l’aggressione imperialista di Putin. Non ci sono dubbi né tentennamenti. Non cambiamo di una virgola il nostro posizionamento internazionale. L’Italia appartiene fieramente alla comunità di destino dell’Europa e per fortuna è nell’alleanza atlantica”.

E a spegnere qualsiasi dubbio ci ha pensato la stessa Schlein in una intervista al New York Times, dove su questi temi non è permesso utilizzare escamotage dialettici, sennò il rischio di finire nelle liste nere di Washington è enorme.

Il NYT la presenta come la nuova anti-Meloni e lei prima ringrazia e poi prende le distanze dalla posizione del Movimento 5 stelle sull’Ucraina, pur vedendolo come un alleato per vincere le prossime elezioni. “Non sono d’accordo”, sottolineando che ha sempre votato per mandare armi a Kiev “perché ora è necessario“. 

Che è la posizione di tutto il carrozzone alla fine, da Meloni a  Schlein, appunto. Tutti arruolati.

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Alex Marquez
Alex Marquez
Corsivista, umorista instabile.

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