Via Rasella, La Russa sbanda e scatena una bufera politica. Il presidente del Senato: “Pagina non nobile della Resistenza, gli uccisi erano una banda musicale di semi-pensionati”.
La Russa deve dimettersi
La seconda carica dello Stato non può mentire. Può farlo a casa sua con parenti e amici, ma non in dichiarazioni pubbliche.
Il fatto che nell’attentato di via Rasella sia stata uccisa una banda di suonatori pensionati altoatesini è un falso storico clamoroso e il Presidente del Senato non può costruire falsi nell’esercizio della sua funzione.
Come tutti sanno, nell’attentato persero la vita militari del reggimento Bozen dai 25 ai 40 anni circa (certamente non pensionati in gita a Roma).
La guerra non è bella e nemmeno la guerriglia urbana contro l’occupante. I nostri partigiani la fecero perché non accadesse mai più, perché potessimo liberarci dal fascismo. Non avete mai sentito alcun partigiano, negli ultimi ottant’anni, vantarsi di aver ucciso o piazzato ordigni esplosivi.
I fascisti continuano a produrre falsi storici e a sminuire la Resistenza come insieme di episodi non nobili. Nella guerra non c’è mai niente di nobile, nell’uccidere non c’è mai niente di nobile a differenza di quello che pensano i fascisti che fanno della violenza e dell’uccisione una paradossale ragione di vita autentica.
La Resistenza fu nobile perché fu il simbolo della ribellione popolare contro il nazifascismo e preparò la democrazia repubblicana e antifascista. E questo al fascista La Russa non piace, evidentemente.
Il Presidente del Senato, sen. Ignazio La Russa, deve dimettersi. Dovrebbe farlo in quanto fascista, ma questo non possiamo chiederglielo. Lo deve fare in quanto bugiardo. E questo, invece, possiamo chiederglielo.

* Articolo per gentile concessione di Claudio Bazzocchi dalla sua pagina Fb
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