Per un golpe bianco non sono necessarie le manette o gli agguati. Esistono metodi più sottili come la folle legge elettorale con cui si andrà a votare e il 58esimo posto per la libertà di stampa.
Firme solo per i partiti anti sistema, il golpe bianco di Draghi & co.
Il voto del 25 settembre prossimo venturo, sembra destinato alla celebrazione dell’indifferenza e del auspicato, soprattutto nell’area dell’agenda Draghi, astensionismo.
Una campagna elettorale, sotto il sole rovente del “climate change”, di cui quasi nessuno parla.
Si sta realizzando, nel solito silenzio assordante dei media, uno strisciante golpe alla democrazia. Del resto come vogliamo chiamare, un sistema elettorale che costringe solo i movimenti e i partiti antisistema, a raccogliere almeno 56mila firme per presentare delle liste alla Camera e al Senato.
Stiamo parlando di Unione Popolare, il rassemblement della sinistra radicale guidato dall’ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris. Dell’alleanza tra Alternativa ( i dissidenti del M5S contrari al sostegno a Draghi ) ed Italexit di Gianluigi Paragone. Italia Sovrana e Popolare, e la lista “Vita” formata dal movimento 3V e dalla deputata Sara Cunial.

Tutti accomunati dalla idiosincrasia alla “macelleria” sociale del governo Draghi e all’invio di armi in Ucraina.
Non solo i partiti come Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, PD e Movimento 5 Stelle, ma grazie alle varie esenzioni ed ai cavilli dell’emendamento 6-bis, del famigerato “Rosatellum”, anche per tanti altri partiti più piccoli, dell’area di governo, come Italia Viva, +Europa e Liberi e Uguali il pericolo della raccolta firme è scampato.
Nessuna firma nemmeno per la lista formata in fretta e furia da Di Maio “Impegno Civico”, che non avrà bisogno di raccogliere le firme grazie a un escamotage: il mini partito di “Giggino” ospiterà al suo interno “Centro Democratico” ovvero la creatura di una vecchia “gloria” della prima repubblica: Bruno Tabacci. Ovviamente esentato dal raccogliere le firme, quindi può trainare alle urne, senza l’obbligo della raccolta anche Di Maio.
Solo l’Associazione Luca Coscioni ha lanciato un appello al governo- firmato già da 29mila persone- per autorizzare l’uso della firma digitale. Nel paese, dove ormai devi utilizzare lo Spid anche dal panettiere, vogliono costringere i cittadini ad alzarsi dall’ombrellone per recarsi ad un banchetto di raccolta delle firme.
Dall’esecutivo nessuna voce si è alzata. Sappiamo che il premier uscente, non gradisce le proteste di piazza.
Si tratta evidentemente di una discriminazione, imporre una sfida letteralmente proibitiva in pieno agosto, con le città deserte, e i tempi irrisori.
Lo spiega chiaramente il senatore Pino Cabras, presidente di Alternativa, in una lettera agli iscritti: ”La legge elettorale vigente – un incubo di incastri e algoritmi folli – è stata scritta da menti chiaramente malate che odiano la democrazia e che hanno voluto aggravare la devastazione di un sistema che da oltre 15 anni non consente il voto di preferenza”.
In fin dei conti, per silenziare l’opposizione non sono necessarie le manette o gli agguati. Esistono metodi più sottili e il 58esimo posto per la libertà di stampa.

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