www.kulturjam.it è un quotidiano online indipendente completamente autofinanziato. Il nostro lavoro di informazione viene costantemente boicottato dagli algoritmi dei social. Per seguirci senza censure, oltre alla ricerca diretta sul nostro sito, iscrivetevi al nostro canale Telegram o alla newsletter settimanale.
La premier sigla un’intesa col collega di Tirana Edi Rama per realizzare due centri per il rimpatrio in Albania che potranno ospitare 3mila persone cosiddette ‘irregolari’ per l’Italia. L’accordo si applica agli immigrati salvati nel Mediterraneo da navi governative italiane.
L’hanno chiamata “Dottrina Meloni” ma ricorda una Guantanamo all’amatriciana. Dubbi a Bruxelles: “rispettare i diritti umani e la norme Ue”.
Dottrina Meloni e naufraghi ‘da esportazione’
Il premier albanese Edi Rama ospite a Roma dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, per ufficializzare l’accordo per esternalizzare la gestione dei migranti in un paese che della Unione non fa ancora parte.
Un documento di 9 pagine, 14 articoli in tutto, che resterà in vigore “per 5 anni”, rinnovabili di altri 5 “salvo che una delle parti avvisi entro 6 mesi dalla scadenza” l’intenzione di non rinnovarlo.
L’accordo prevede la realizzazione entro la primavera prossima di due centri per il rimpatrio che potranno ospitare fino a massimo 3mila persone cosiddette ‘irregolari’ per l’Italia, con un flusso annuale previsto «in 36-39mila persone», a ridurre, goccia nel mare, le presenze sul suolo italiano. Ma vale come spot per il governo. L’hanno ribattezzata “Dottrina Meloni” , quella che ufficializza una nuova categoria di naufraghi: quelli “da esportazione”.
Infatti l’accordo non si applica agli immigrati che giungono sulle coste e sul territorio italiani, ma a quelli salvati nel Mediterraneo da navi italiane, come quelle di Marina e Finanza e non quelle delle Ong.
Secondo l’accordo, gli sbarchi al porto di Shengjin, località turistica a nord di Durazzo , il lago di Scutari e il porto di Bar in Montenegro, crocevia di ogni contrabbando, sull’altra sponda adriatica all’altezza di Brindisi e Bari.
A Shengjin l’Italia si occuperà delle procedure di sbarco e identificazione, prima del trasferimento degli immigrati nei centri da realizzare a Gjader, anche quelli a spese nostre, nel nord-ovest dell’Albania. Ancora più vicini alla storica ‘Rotta balcanica’ verso nord Europa ricco ed agognato.
Operazione immagine, dubbi sostanza
L’opposizione albanese di centrodestra è sul piede di guerra contro il premier Edi Rama per la firma a Roma dell’accordo sui migranti con la premier italiana Giorgia Meloni. Nonostante “la gratitudine verso l’Italia, per quanto fatto negli ultimi 33 anni a nostro sostegno, noi non siamo ancora pronti ad intraprendere un simile passo“, ha scritto su Fb il vicepresidente del parlamento, Agron Gjekmarkaj, membro del Partito Democratico (Pd): “Il governo Meloni è sotto grande pressione per la gestione della crisi” dei migranti, e “il governo Rama non dovrebbe trasferire in Albania questa crisi”.
Severo il giudizio delle opposizioni che denunciano “accordi indegni che nemmeno funzionano, come con la Tunisia”. Con l’incubo di una sorta di “Guantanamo italiana”.
Per la segretaria del Pd Elly Schlein l’intesa “sembra in aperta violazione delle norme di diritto internazionale e di diritto europeo”.
Dubbi e preoccupazioni a Bruxelles, che sul protocollo italo-albanese precisa, deve “rispettare i diritti umani e le norme Ue in materia”.

Sostieni Kulturjam
Kulturjam.it è un quotidiano indipendente senza finanziamenti, completamente gratuito.
I nostri articoli sono gratuiti e lo saranno sempre. Nessun abbonamento.
Se vuoi sostenerci e aiutarci a crescere, nessuna donazione, ma puoi acquistare i nostri gadget.
Sostieni Kulturjam, sostieni l’informazione libera e indipendente.
VAI AL LINK – Kulturjam Shop
Leggi anche
- Metafisica e politica: la rimozione della storia
- Il “mago” Bibi Netanyahu: “dal carcere ad eroe della storia”
- L’UE mette sotto inchiesta i social che non censurano i contenuti filo palestinesi
- Ucraina, un cumulo di macerie svuotato della popolazione. E in tv campagne h24 di menzogne
- Più il mondo si avvia a nuovi ordini multipolari, meno democrazia ci sarà in Occidente
- Cafè Ghengò: i punti di “repere” tra pensieri sincopati
- La terra di Itzamnà: alla scoperta del Guatemala
- Kavi: Il Poeta è Vivo
- Dittature. Tutto quanto fa spettacolo: si può essere ironici su temi serissimi e al contempo fare opera di informazione e presidio della memoria?
- Dialoghi della coscienza: l’intensità magica del silenzio e la necessità di una poesia intima
- Il soffione boracifero: ritorna dopo 10 anni il romanzo cult
- Cartoline da Salò, nel vortice del presente












