Quotidiano on-line ®

24.7 C
Rome
mercoledì, Agosto 10, 2022

Che succede se la condotta antisindacale è evidenziata nel contratto di lavoro?

C’è un’ampia casistica in cui la condotta antisindacale, non solo è evidenziata con azioni, ma è inserita nei contratti di lavoro.

Condotta antisindacale evidenziata nel contratto di lavoro

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con la sentenza 21 luglio 2021, n. 20819, hanno statuito la natura discriminatoria della clausola inserita in un contratto di lavoro (estero) diretta ad impedire, pena l’annullamento del contratto e la perdita di qualsiasi incremento retributivo, interruzioni di lavoro o qualunque altra azione sindacale.

La Corte di Cassazione ha riconosciuto sia la legittimazione della giurisdizione italiana in merito (Nella decisione è evidenziato che: trova applicazione la legge italiana in quanto gli effetti pregiudizievoli si producono o si potrebbero produrre in Italia, e l’art. 4 del reg. n. 864 del 2007 stabilisce “salvo se diversamente previsto nel presente regolamento, la legge applicabile alle obbligazioni extracontrattuali che derivano da un fatto illecito è quella del paese in cui il danno si verifica, indipendentemente dal paese nel quale è avvenuto il fatto che ha dato origine al danno e a prescindere dal paese o dai paesi in cui si verificano le conseguenze indirette di tale fatto“) sia il potere di agire in giudizio del sindacato nazionale per la tutela degli interessi dei lavoratori.

Era denominata clausola “Estinzione del contratto”, quella inserita nel contratto di lavoro da far sottoscrivere al personale di cabina degli aeromobili di una famosa compagnia aerea estera. Il contratto era applicato presso tutte le basi del vettore, compresa quella di Orio al Serio. Di fatto tale clausola aveva la finalità di impedire adesione e azione sindacale.

Che succede se la condotta antisindacale è evidenziata nel contratto di lavoro?

Le condotte antisindacali

L’esercizio della libera associazione sindacale è diritto costituzionalmente garantito dall’Italia (art. 39 Cost.), nonché principio fondamentale riconosciuto dalla UE. E’ nullo ogni patto volto a limitare i diritti connessi alla libertà e all’attività sindacale o diretti ad ostacolare il diritto di sciopero.

Lo Statuto dei lavoratori (Legge n. 300/70) prevede un apposito procedimento per la repressione della condotta antisindacale. In particolare, l’art. 28 stabilisce che nel caso in cui il datore di lavoro si comporti in modo tale da impedire o limitare l’esercizio e la libertà dell’attività sindacale, il sindacato possa denunciare tale comportamento al Giudice del Lavoro.

Nel caso in cui il Giudice accerti che, effettivamente, vi è stata una lesione dei diritti sindacali, potrà ordinare al datore di lavoro di cessare dal comportamento ritenuto antisindacale e di rimuovere gli effetti dallo stesso.

Sotto il profilo penale, il datore di lavoro che non ottemperi al decreto o alla sentenza pronunciata in sede di opposizione, può essere chiamato a rispondere del reato previsto all’Art. 650 Cod. Pen. E’ stato ritenuto antisindacale il comportamento che incida, in modo diretto, su diritti sindacali espressamente riconosciuti dai contratti collettivi di lavoro, dalla legge o dalla costituzione.

La giurisprudenza rivela un’ampia casistica di condotte antisindacali: dall’escludere alcune sigle sindacali da un tavolo di trattative al rendere di fatto indisponibili locali aziendali per riunioni sindacali, fino a quanto sopra evidenziato.

Conclusioni

Poniamo in evidenza che la condotta del datore di lavoro spesso non si esaurisce in una singola lesione. E’ frequente che per determinate attività dei lavoratori questi persista in un atteggiamento “ostile”.  Proprio per rendere effettiva la tutela contro i comportamenti antisindacali datoriali la giurisprudenza si è alternata nell’ammettere una condanna “pro-futuro” o “in futuro”.

Tale tipologia di sentenza non dispone solamente per gli avvenimenti passati, ma impone anche un obbligo di “astenersi” o “non facere” per le medesime condotte antisindacali lamentate nel ricorso.

Cassazione: il lavoratore sboccato non può essere licenziato

Leggi anche

Giuseppe Pennone
Giuseppe Pennone
Giuslavorista napoletano, appassionato di pittura, ha collaborato con numerose riviste ed associazioni culturali in qualità di esperto di tematiche sociali quali lavoro, diritti negati e ambiente.

Ti potrebbe anche interessare

Seguici sui Social

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

Ultimi articoli