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martedì 30 Novembre 2021
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Renzi elogia la sofferenza. Quella altrui…

Tra un tuffo dallo yacht Camilla e una scappata a Ryad, Matteo Renzi elogia la sofferenza e spinge per eliminare il satanico reddito di cittadinanza.

Renzi elogia la sofferenza

Negli ultimi mesi Matteo Renzi è implacabile: dal convegno in Arabia Saudita, all’incontro con l’agente dei servizi segreti Mancini, fino al Referendum per cancellare il Reddito di Cittadinanza. Il leader di Italia Viva riesce a mantenere costantemente i riflettori su di se.

Ora è il turno della crociata rieducativa delle nuove generazioni. Il senatore di Rignano Flaminio vuole abolire il reddito di cittadinanza, non per fare un (ennesimo) favore a Confindustria, come dicono i maligni, ma perchè darebbe un messaggio sbagliato.

“Il messaggio è non vi preoccupate tanto lo Stato vi dà un sussidio“. Se quello che viene trasmesso è “state a casa e poi eventualmente fate un lavoretto in nero tanto non se ne accorge nessuno così rimpinguate lo stipendio, se questo è il messaggio allora è diseducativo“.

Il senatore probabilmente non avrà dato peso al rapporto dell’Inps, con cui la misura è stata definita un “ancora di salvezza” per migliaia di persone.

E infatti, non contento, ha aggiunto: “Io voglio mandare a casa il reddito di cittadinanza perché voglio riaffermare l’idea che la gente deve soffrire, rischiare, provare, correre, giocarsela, se non ce la fai ti diamo una mano, ma bisogna sudare ragazzi“. 

Matteo Renzi e la sofferenza come stimolo sociale

Dunque Renzi elogia la sofferenza come stimolo sociale. Ovviamente quella altrui. Il senatore intende promuovere un referendum per l’abolizione della misura del reddito di cittadinanza, tra un viaggio e l’altro dall’alto del lussuoso yacht Camilla

Siamo al livello del “cari inferiori” rivolto a Fantozzi e Filini imbarcati come mozzi su “Il Bracciante” del duca conte Piermatteo Barambani.

In tedesco, la lingua che racchiude in termini unici più concetti, alla base della filosofia moderna, al pari della lingua greca per quella classica, c’è una parola indicativa: schadenfreude.

Questo termine indica il sentimento di piacere che una persona trae dalla sofferenza altrui. La parola può avere più significati, ma tutti girano attorno a: “gioire, provare piacere per il danno altrui, per la malasorte subita dagli altri”.

Con quest’ultima uscita di Renzi, l’incredibile campagna mediatica contro sussidi e reddito di cittadinanza sta toccando vette parossistiche. La possibilità che si possa avere una scelta che vada oltre la disperazione non è contemplata nell’orizzonte dei circoli liberisti nostrani.

Forse un po di schadenfreude dovremmo provarla anche noi vedendo che il leader di Italia Viva è finito nuovamente sotto inchiesta per spostamenti di fondi assai poco chiari.  In particolare, oltre agli strani giri dei bonifici del documentario “Firenze secondo me”, che già nel 2019 vennero attenzionati in una relazione dell’antiriciclaggio della Uif, ora Renzi sarebbe indagato anche per la famigerata conferenza di Abu Dhabi, ovvero quando elogiò il principe saudita Bin Salman.

Si, proprio quel convegno in cui Renzi disse di invidiare il costo del lavoro in Arabia Saudita. Evidentemente non era una battuta.

Renzi Bin Salman mandante omicidio Khashoggi Lo dite voi

Ma noi non siamo così, non amiamo le scorciatoie populiste, la via dei tribunali. Ci accontenteremmo di una politica che che avesse come obiettivo quello di proteggere le classi popolari, alleviare la loro sofferenza, incrementare la redistribuzione. L’equità non la rivoluzione.

Ma forse sarebbe proprio questa la rivoluzione.

 

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Marquez
Corsivista, umorista instabile.

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