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giovedì 19 Maggio 2022
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Azovstal e l’offensiva nel Donbass: cosa sta accadendo realmente?

In un lungo thread su twitter Nico Piro, il pioniere italiano del giornalismo mobile, ha fatto il punto su quanto sta accadendo alle acciaierie Azovstal e nel Donbass sull’annunciata offensiva russa, tra annunci e smentite.

L’offensiva nel Donbass

Di Nico Piro*

Ieri scrivevo che l’offensiva in Donbass non è cominciata, lo ribadisco anche oggi. Il ministero alla difesa ucraino e il presidente Zelensky ritengono il contrario cioè che sia cominciata un’offensiva su vasta scala.

Il ministero alla Difesa russo nel suo briefing di ieri sera ha detto di aver completato il raggruppamento delle truppe in vista dell’offensiva.

Ora, premesso che in guerra la prima vittima è la verità e che ognuna delle parti conduce anche una infowar, direi che da un lato l’Ucraina ha interesse ad alzare il livello dell’emergenzialità nella sua comunicazione perchè come obiettivo ha quello di avere e presto nuove forniture di armi (in particolare artiglieria campale, radar e carri) dall’altro la Russia mantiene la linea del Cremlino cioè che tutto prosegue secondo i piani quindi che non c’è fretta.

Analisti occidentali oscillano tra “la fretta c’è” (perchè tutto deve essere finito entro il 9 maggio secondo la loro interpretazione) a “vanno piano perchè non hanno uomini e mezzi” (l’interpretazione è che i russi lasciando Kiev hanno perso diversi BTG Battle Tactical Group e li stanno ricostituendo aggregando unità varie).

Tra l’altro una fonte non di certo neutrale come la Difesa UK dipingeva l’altro ieri un quadro fatto di artiglieria e dispiegamento.

Poco è cambiato, come scrivevo sopra, anche se si stanno intensificando gli attacchi con artiglieria lungo il fronte. Nella dottrina sovietica una battaglia come quella che si prepara in Donbass è preceduta proprio da sbarramento d’artiglieria che è quello che progressivamente stiamo vedendo intensificarsi lungo la linea del fronte (che ormai non coincide più con la “storica” linea di contatto degli ultimi otto anni per gli avanzamenti dei separatisti e dei russi).

Insomma la battaglia che si attende, basata su manovre e fanteria meccanizzata è di là da venire. Perchè è importante sottolinearlo? Potrebbe sembrare un tecnicismo, qualcuno potrebbe dire: beh il semplice ridispiegamento è già l’inizio dell’offensiva?

Tecnicamente è corretto ma credo che vada sottolineato un concetto di fondo cioè chenon esiste la soluzione militare cioè non aspettiamoci ansiogenamente la battaglia liberatoria che mette fine alla guerra in un senso o nell’altro.

Questo conflitto è in stallo ed è destinato a durare a lungo salvo che qualcuno si decida a investire con nomi di primo piano su trattative di pace che, per ora, vedono protagonista il dittatore (cit) turco.

Su questo fronte l’unico passo in avanti (ormai le trattative dirette sono scomparse dall’orizzonte) è il tentativo ONU di creare un gruppo di contatto umanitario (per una tregua quindi umanitaria, per evacuazione civili e attività del genere non legate al motivo del contendere), tentativo che si regge sempre sul dittatore turco ma che magari potrebbe aiutare l’ONU a riprendere in mano il suo ruolo altrimenti questa crisi potrebbe delegittimare il Palazzo di Vetro, a lungo termine o comunque in maniera irreversibile.

Tornando sul campo, “Nessuno piano di battaglia sopravvive ai primi 5 minuti di contatto con il nemico” diceva von Molke. E infatti se i russi proveranno a chiudere in una sacca le truppe ucraine nel sud-est.

Gli ucraini se lo aspettano e quindi stanno attaccando nella zona di Izium e di Kharkiv cioè sostanzialmente lungo la M3 quindi provando a tagliare il cordone ombelicale delle truppe russe da Belgorod (linea logistica per interdirne rifornimenti presenti e futuri anche se restano comunque i valichi da Rostov sul Don.

Intanto a Mariupol i russi hanno offerto una nuova tregua con possibilità agli assediati di deporre le armi esponendo bandiera bianca e di aver salva la vita uscendo tra le 14 e le 16 ora locale. Presumibilmente non servirà.

Sono pronti gli spetnaz (SOF) perchè è evidente che un complesso enorme come Azovstal (per giunta in macerie che agevolano i difensori) non puoi prenderlo con i bombardamenti seppur massicci, devi mettere in conto una lunga e costosa operazione di search&destroy cioè tunnel per tunnel, fabbricato per fabbricato.

Intanto le ultime truppe ucraine sanno di non avere speranza, hanno però un obiettivo tattico (tenere impegnate il più a lungo possibile truppe russe e separatisti) con un effetto strategico: evitare che presa la città le truppe russe possano in parte sganciarsi e rafforzare il fronte poco più a nord.

A margine una nota, se il modello di Mariupol è Vukovar c’è da chiedersi se città sarà mai davvero “presa” cioè quanti soldati sono nascosti in cantine e macerie? Pronti a stillicidio del sabotaggio?

Ricordiamo che più passano i giorni più la tortura che l’umanità si infligge e che non riesce ad abolire cioè la guerra fa distruzione e vittime civili. In Ucraina (fonte Onu) siamo a 4,890 di cui 2,072 uccisi 2,818 feriti. I rifugiati all’estero sono circa 5 milioni.

La Russia ha usato cluster bomb come ha denunciato Rrw (il cui sito è stato intanto oscurato oggi),  il nytimes sostiene che è stato fatto anche dagli ucraini.

In guerra muore l’innocenza e muoiono civili innocenti.

 

*Nico Piro è un giornalista, scrittore e blogger italiano, attualmente inviato della redazione esteri TG3.

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